Salute

Le madri scendono in campo contro la soppressione di Ostetricia a Copertino

L'appello alla raccolta di firme che si tiene oggi presso l'ospedale è stato lanciato innanzitutto alle donne. Il sindacato Fsi, preoccupato dai tagli, affianca la protesta

foto di repertorio

COPERTINO - Una chiamata alle armi, in senso metaforico, contro la chiusura del punto nascita di Copertino. Alcuni attivisti, contrari alla soppressione che dovrebbe avvenire entro la fine del mese, hanno lanciato una raccolta firme all’interno dell’ospedale.

L’appello è rivolto “alle ragazze, alle donne, alle mamme” che vogliano adoperarsi per garantire un futuro al reparto di Ostetricia e ginecologia del “San Giuseppe”. Ci sarà tempo fino alle 20.00 di oggi, spiegano, per recarsi presso la sede del Tribunale dei diritti del malato (all’interno del nosocomio) per apporre la propria firma, purché muniti di documento d’identità.

“I medici hanno bisogno del nostro aiuto: dobbiamo farci sentire per l’ennesima volta”: così recita il testo del messaggio che si è diffuso velocemente sui telefoni dei cittadini del comune salentino.

La protesta contro l’ennesimo taglio imposto dal piano di riordino ospedaliero è affiancata dal sindacato Fsi-Usae. “Si tratta di una battaglia giusta in difesa del diritto alla salute e per il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza per un territorio che conta quasi 200 mila abitanti e comprende il Nord Salento, la costa Ionica-nord e le province a sud di Taranto e Brindisi”, scrive il segretario Francesco Perrone.

Perrone spiega che la protesta si è scatenata per via di alcune notizie trapelate in merito alle chiusure dei reparti di Geriatria e di Ostetricia ginecologia: “Se fossero vere le voci che circolano in queste ore, si rimarrebbe increduli nell’immaginare l’azzeramento di un settore così efficiente e ricco di professionalità dell’Ospedale di Copertino – puntualizza lui -. Il reparto era il secondo in provincia, dopo il “Vito Fazzi”, per  numero di nascite, e assume un ruolo fondamentale perché rappresenta l’unico presidio locale dopo la chiusura di Nardò”.  

“L'ospedale serve le esigenze, le aspettative, i bisogni ed i diritti di tutta l'area che fa da cornice a Copertino: si tratta di un’area vasta e ed importante che non può certo essere depauperata per tagli lineari che sono fuori dalla portata della conoscenza dei problemi del Salento. Un ospedale poi, che proprio nei due reparti che dovrebbero subire tagli, ha dimostrato professionalità insostituibili”, si legge nella nota stampa.

Perrone teme che le chiusure dei due reparti possa fare da apripista ad ulteriori soppressioni “come quella della Chirurgia generale o alla chiusura nelle ore notturne del servizio trasfusionale, senza dimenticare che il Pronto soccorso effettua circa 35 mila accessi all’anno, con particolari punte nei mesi estivi”.

“I sacrifici chiesti ai pugliesi e ai salentini sul fronte della sanità in questi anni, in termini di chiusura delle strutture, riduzione dei posti letto e maggiore carico fiscale per coprire il deficit del settore, si siano poi tradotti in un impoverimento clamoroso dei servizi”, conclude Perrone.

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