Lunedì, 14 Giugno 2021
Salute

Mansioni e contratti da rivedere: in agitazione i dipendenti della Neuropsichiatria infantile

Cisl Lecce denuncia il mancato seguito degli accordi presi con Asl relativi all'inquadramento contrattuale (categoria B) per i 245 lavoratori degli istituti scolastici provinciali

Foto di repertorio: il segretario Cisl Lecce, Fabio Orsini

LECCE - Le mansioni svolte dal personale della Neuropsichiatria infantile non sono riconosciute dalla Asl di Lecce. E, di conseguenza, i lavoratori non sono stati ancora inquadrati nella categoria superiore (B) del relativo contratto.

Una denuncia forte, quella dei segretari di Cisl Lecce che hanno proclamato lo stato di agitazione dei 245 dipendenti che, per conto dell’azienda sanitaria, prestano servizio di integrazione scolastica negli istituti provinciali.  

Fabio Orsini (Fp Cisl) e Antonio Piccinno (Sanità Cisl) hanno assunto una posizione netta per dare seguito agli accordi sottoscritti tra le organizzazioni sindacali e la direzione generale di via Miglietta.

A distanza di pochi mesi dall'ultimo stato di agitazione dei lavoratori, ricordano i due segretari, e nonostante gli incontri monotematici tenutesi presso la Asl di Lecce, non è stata messo in atto nessuna delle azioni concordate.

“Nonostante vi sia una sentenza della Corte di appello di Lecce che riconosceva di fatto le mansioni svolte dagli operatori ricorrenti e ne chiedeva conseguentemente l'inquadramento in categoria B – precisa Orsini- e nonostante gli accordi presi con la direzione generale (che si impegnava ad estendere a tutto il personale l'inquadramento nella categoria B), oggi veniamo a conoscenza in via informale dell'intenzione dei vertici di non dare esecuzione alla sentenza predetta e di ricorrere in Cassazione".

Secondo il referente Cisl, così facendo l'azienda santiaria si esporrà ad “ingenti spese economiche giudiziarie” perché saranno numerosi i lavoratori intenzionati a presentare ricorso.

“Scongiuriamo, inoltre, il disagio ed il disservizio che si potrebbero creare nei confronti degli utenti se si dovessero attuare le disposizioni del direttore della Neuropsichiatria infantile – conclude lui -. Ricordiamo, infatti, che si tratta di mansioni espletate in un ambito di stretta rilevanza come l’assistenza ai disabili che frequentano i plessi scolastici”.

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