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Medici del 118 minacciano le dimissioni: si accende la protesta davanti alla Asl

I camici bianci precari hanno manifestato per rivendicare la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Polimeno, Cgil: "Carichi notevoli durante la pandemia e nessuna certezza sul futuro"

LECCE  - “Assunzioni o dimissioni”: la protesta dei medici precari del 118, andata in scena questa mattina davanti alla Asl di Lecce, ha assunto subito tinte forti.

I camici bianchi del servizio Seus, infatti, in cerca di risposte e di certezze, si sono dichiarati pronti alle dimissioni e hanno voluto comunicare la loro intenzione al numero uno di via Miglietta, Rodolfo Rollo.

A monte dello stato d'agitazione, proclamato dalla Fp Cgil Lecce, c'è la questione contrattuale: troppi i contratti a tempo determinato, rinnovati di anno in anno, o di semestre in semestre, che non offrono garanzie sul futuro né stabilità a lungo termine.

“Mentre in tutta la Regione si avvia la procedura di internalizzazione o di stabilizzazione del personale in carico alle associazioni o ditte che gestiscono le postazioni 118 della Asl di Lecce, nessuno si preoccupa della fine che faranno i medici precari del 118 – denuncia il segretario Fp Cgil, Floriano Polimeno -.  Gli stessi medici, lo ricordiamo, vengono sottoposti ad una turnazione massacrante, basti pensare che si arriva a turnare sino a 240 ore mensili”.

Ma i problemi non finiscono qui: “Al personale non è concesso alcun riconoscimento contrattuale, né ferie, permessi e malattie, per non parlare degli aspetti pensionistici praticamente inesistenti”.

Di contro i camici bianchi, in questa fase della pandemia, non si sono di certo risparmiati: i carichi di lavoro sono stati notevoli, così come gli interventi domiciliari per i pazienti.

“Il rischio che si corre è altissimo, con una responsabilità sull’esito clinico del paziente sempre crescente, senza alcun riconoscimento e nessuna tutela” ha stigmatizzato Polimeno, sollecitando una soluzione urgente da parte della direzione strategica di via Miglietta.

Il rischio paventato è quello di dover fare i conti con “dimissioni di massa che metterebbero in ginocchio tutto il sistema di emergenza urgenza della Asl, già compromesso”.

La possibile soluzione del problema passa, secondo Cgil, dal percorso di stabilizzazione del personale precario: “Soluzione promessa dalla stessa Regione Puglia”.

Una posizione condivisa da Corrado Povero, referente regionale per la medicina convenzionata della Cgil: “L'idea iniziale era quella di stabilizzare i colleghi con un contratto a tempo determinato per mettere ordine nell'intero sistema di emergenza - urgenza, ma il progetto è fallito. Non sappiamo quale futuro toccherà ai medici con il contratto rinnovato annualmente, né come saranno inquadrati”.

Povero ha fornito anche i dati utili a inquadrare la gravità della situazione: “Il personale medico assegnato alla provincia di Lecce è stato ridotto quasi del 50 percento: parliamo di 85 medici previsti a fronte dei 55 assegnati, di fatto, ma sui mezzi mobili, come le automediche le ambulanze. Questo è un sistema che va a perdere risorse umane e parliamo di un lavoro duro, che espone i dottori a rischi professionali e ambientali altissimi, non remunerato adeguatamento”.

“Abbiamo deciso di manifestare dopo le promesse elettorali non mantenute dal governatore Emiliano – ha rimarcato Vincenzo Artese, un medico del 118 in servizio a Copertino -. Abbiamo scritto anche al presidente dell'Ordine dei medici ma siamo rimasti senza risposta. Questa manifestazione serve per rivendicare il diritto a essere assunti al pari dei colleghi che svolgono mansioni simili. Io presto servizio da tre anni, con un contratto semestrale rinnovato automaticamente: è chiaro che un giovane come me ha difficoltà a immaginare e costruire il proprio futuro”.

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