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Foto di repertorio

Foto di repertorio

Focolaio nella Rsa “San Vincenzo”, parte un esposto. Replica dei dipendenti sul caso

Nella struttura di Miggiano si sono verificati 41 contagi e 13 decessi. Codici: "Faremo la nostra parte per la verità". I lavoratori: "Troppe inesattezze negli articoli di stampa"

LECCE – L'associazione Codici si schiera nuovamente in prima linea per difendere i diritti dei parenti delle vittime da covid-19.

Due gli episodi finiti sotto la lente d'ingrandimento dell'associazione: il primo quello del noto focolaio scoppiato nella residenza socio-assistenziale “La Fontanella” di Soleto e per il quale l'associazione ha presentato un esposto. Nella struttura, lo ricordiamo, nel corso della prima ondata di epidemia sono stati registrati 75 casi, quasi tutti di anziani ospiti, e oltre 20 decessi.

Il secondo esposto presentato in Procura, più recente, riguarda il caso dei contagi (41) e contestuali decessi (13) verificatisi nella Rsa “San Vincenzo” di Miggiano.

“È scattato un nuovo allarme Covid19 nella provincia di Lecce: si tratta del focolaio scoppiato nella Rsa di Miggiano e noi di Codici abbiamo predisposto un esposto alla Procura – ha detto il segretario nazionale Ivano Giacomelli -. Faremo la nostra parte per far emergere la verità, come fatto per altre situazioni analoghe”.

E a proposito del caso analogo che ha riguardato La Fontanella di Soleto, il segretario ha spiegato che “c’è stato un pronunciamento importante da parte del Tar della Puglia in merito al nostro ricorso contro il rifiuto della Asl Lecce alla richiesta di accesso agli atti”.

“Il Tribunale ha stabilito che l’azienda sanitaria deve spiegare in che modo ha gestito l’emergenza. È doveroso fare chiarezza – ha sottolineto Giacomelli – i parenti degli anziani ospiti di queste strutture, che restano le più colpite dalla pandemia, hanno il diritto di sapere cosa è stato fatto per fronteggiare il Covid19, quali azioni sono state avviate quando si sono registrati i primi casi di positività. Questo vale, ovviamente, anche per la Rsa San Vincenzo di Miggiano. Seguiremo questa vicenda, pronti a fornire assistenza legale ai parenti degli anziani ospiti e a dare il nostro contributo per fare piena luce”.

Le dichiarazioni dei dipendenti della struttura

“Falsità e inesattezze negli articoli giornalistici”: questa l'opinione dei dipendenti della Rssa San Vincenzo, gestita dalla società Grs srl, che hanno inviato una lettera per chiarire alcuni punti della vicenda.

“Siamo addolorati per quanto accaduto in questo periodo e ci teniamo a chiarire che, nel momento in cui abbiamo appreso delle prime due positività, è stata prontamente inviata comunicazione a tutti gli organi competenti. Ciò accadeva l'11 gennaio e nulla è stato omesso. Giunto l'esito dei primi tamponi si è proceduto con l'attuazione del protocollo covid autorizzato dall'Asl e le Usca sono entrate nella struttura il 19 gennaio per valutare i ricoveri: quelli in ospedale rappresentavano per noi l'azione più idonea a gestire alcune criticità non trattabili", scrivono.

“La carenza di personale infermieristico,  mai nascosta, deriva dal richiamo di numerosi infermieri necessari adesaurire l'organico degli ospedali pugliesi per le necessità inerenti la pandemia Sars Covid -19”, aggiungono.

E ancora: “Viene messo in dubbio l'utilizzo dei dispositivi di protezione sempre indossati, invece, da tutto il personale così come si evice dal protocollo dei Nas del 1° gennaio”.

“Le immagini e i video che vengono contestati riguardano la festa di Natale del 22 dicembre  in cui la persona che presenta la recita abbassa la mascherina per alcuni secondi, ma in occasione di tale evento tutto il personale ha effettuato il tampone covid-19 con esito negativo. La struttura era stata sanificata così come gli impianti di riscaldamento e durante l'evento vi erano alcune finestre aperte per areare le sale”, si legge nella lettera.

I dipendenti smentiscono anche “le affermazioni del famigliare che avrebbe riferito di aver saputo della morte del marito da un'azienda delle pompe funebri: la persona in questione era ricoverata presso il Dea di Lecce e da seguito del suo decesso il personale della Rsa non era stato informato”.

“Veniamo attaccati ingiustamente - lamentano loro - : nella struttura lavorano circa 40 persone con coraggio, professionalità e cuore e nessuna di queste persone ha mai abbandonato gli ospiti presenti. Sin dall'inizio del focolaio abbiamo comunicato con i parenti quotidianamente, inviando i parametri e gli esiti delle visite Usca. Abbiamo avuto il supporto di molte famiglie e siamo stati criticati da pochi. Abbiamo avuto il supporto quotidiano del nostro amministratore Pierluca Di Cagno che non ha mai fatto mancare nulla ai nostri ospiti ed a noi dipendenti. Siamo vicini alle famiglie di chi, in questa terribile pandemia, ha perso i suoi cari: noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere fare”.

La testimonianza di due parenti

A questa testimonianza si aggiunge una lettera firmata da Roberta e Maria Vadruccio, due signore che parlano della struttura come “di una nuova casa” per la madre ospitata nella Rsa, “circondata da persone che la trattano con rispetto e amore”.

Le due figlie lodano la professionalità e la collaborazione degli operatori: “Ogni volta che abbiamo avuto domande o dubbi, la direttrice e il personale hanno sempre risposto”. Le parenti dicono di aver mantenuto costantemente il contatto con la madre, attraverso videochiamate e di essere state informate quotidianamente sul suo stato di salute, dopo il risultato di positività al covid-19.

“Da quando si trova nella struttura la vediamo più sorridente e curata – scrivono ancora nella lettera -. Queste parole per dire che riponiamo piena fiducia nel centro San Vincenzo: preferiamo saperla in questa struttura piuttosto che in un altro posto”.

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