"Muffa, mosche, intonaco a pezzi": il triste scenario dell'obitorio di Lecce

Il parente di una donna deceduta al "Fazzi" ha presentato denuncia e consegnato alla stampa un reportage che immortala il degrado

In foto: uno scatto della stanza in condizioni poco salubri

LECCE - Macchie di muffa, intonaco che cade a pezzi, infiltrazioni sulle pareti e persino uno sciame di mosche appoggiato su un muro. Questo lo spettacolo che ha lasciato agghiacciati i parenti di una paziente deceduta sabato mattina, 8 giugno.

Dopo 15 giorni di coma, ricoverata presso la rianimazione dell'ospedale di Lecce, la signora di 42 anni è deceduta. Il marito di una cugina, che si trovava all'interno dell'obitorio sito al piano terra, sempre al Vito Fazzi, è rimasto sgomento guardandosi intorno.

E già che c'era ha pensato di scattare alcune foto che ritraggono un ambiente poco salubre e degradato. Come si diceva, dalle immagini si notano macchie scure sul soffitto e tipiche chiazze di umidità sulle pareti. L'intonaco dei muri in alcuni punti ha assunto tonalità cangianti, dal blu al verde, e si è sgretolato. Le foto immortalano tubi a vista e anche il soggiorno di alcuni mosconi su una parete della stanza.

I parenti della donna, già provati dalla terribile esperienza del lutto, si sono detti allucinati di fronte alle condizioni della sala dell'obitorio, nell'ospedale più importante della provincia. Ed hanno consegnato questo reportage ai carabinieri, sporgendo regolare denuncia.

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