Al Pma di Lecce procedure di primo e secondo livello

Nullaosta negato, chiarimenti Asl: “Applicato protocollo, soluzioni alternative sono state rifiutate”

Sulla vicenda della paziente di Nardò che ha chiesto l’autorizzazione per eseguire la crioconservazione di ovociti per salvaguardare la fertilità a Bologna, l’azienda sanitaria ha fornito ulteriori precisazioni. La Regione al momento non rilascia permessi fuori i livelli essenziali di assistenza

LECCE – Sulla storia controversa segnalata dal legale di una paziente di Nardò, affetta da endometriosi profonda, operata lo scorso anno a Bologna che ha chiesto l’autorizzazione per eseguire la crioconservazione degli ovociti per salvaguardare la fertilità ed ha ricevuto un diniego e l’invito a rivolgersi al Pma di Lecce, la direzione generale della Asl di Lecce ha inteso fornire ulteriori precisazioni sulla questione.

“La paziente, dopo aver avanzato la sua richiesta di rimborso della prestazione di crioconservazione di ovociti, da effettuare per desiderio della signora fuori regione” spiega in una nota la direzione della Asl, “la stessa è stata immediatamente  presa in carico e affidata agli specialisti del Centro procreazione medicalmente assistita del Vito Fazzi di Lecce. La Direzione generale ha interpellato l’ufficio regionale competente, ma la Regione Puglia, al momento, non può rilasciare nullaosta per prestazioni fuori Lea”.

“Inoltre in Italia la patologia della signora non è tutelata da codici di esenzione per la preservazione della fertilità, esenzione che è invece prevista per patologie oncologiche. Alla paziente sono quindi state prospettate diverse soluzioni per effettuare l’intervento all’interno della Ragione Puglia, evitando quindi i costi necessari a sostenere il trattatamento fuori regione, ma le possibili soluzioni sono state tutte rifiutate. Si coglie l’occasione per ricordare che nel centro Pma del Fazzi, possono essere eseguite tutte le procedure di primo e secondo livello”.

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