Centro Pma: prima l'ispezione, dopo la ripartenza dei percorsi

La direzione generale di Asl ha comunicato la richiesta di una verifica agli organi competenti, ritenendo risolti i nodi emersi nel 2017. La struttura è comunque destinata al trasferimento presso il "Vito Fazzi"

La direzione generale di Asl Lecce.

NARDÒ - Il centro di procreazione medicalmente assistita di Nardò si candida a riaprire i battenti: la direzione generale di Asl Lecce ha richiesto al Centro Nazionale Trapianti e alla Regione Puglia una visita ispettiva che prenda atto del superamento delle criticità che erano emerse nel maggio del 2017 e che avevano determinato la sospensione progressiva dei percorsi di genitorialità per circa cento coppie, avviati, in alcuni casi, addirittura sei anni addietro. 

Fu allora che venne deciso il trasferimento della struttura presso il "Vito Fazzi" di Lecce che, però, nei fatti non si è mai realizzato. Intanto nel centro neretino tutte le attività ancora in corso sono state sospese, causa Covid, nel marzo scorso. Alla fine di novembre l'avvocato Stefano Martina, membro dell'osservatorio giuridico della Società italiana della riproduzione umana, ha diffidato l'azienda sanitaria leccese e la Regione. LeccePrima ha riportarto all'attenzione generale la questione, ascoltando anche l'accorato appello di una donna. 

Ora un elemento nuovo che potrebbe riaccendere le speranze delle coppie determinate ad avere un figlio e che in quel centro, ritenuto all'avanguardia al pari dell'altro pugliese, quello di Conversano, avevano riposto delle speranze. La rimozione delle criticità rilevate oramai più di tre anni addietro, dice la nota di Asl, deve essere accertata dagli organi competenti: fatto il controllo, il percorso di genitorialità potrà quindi essere intrapreso a Nardò, prima del trasferimento del centro nel presidio ospedaliero "Vito Fazzi" di Lecce.
 

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