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Venerdì, 12 Aprile 2024
Salute

Alimenti funzionali: cosa sono e a che cosa servono?

Ne parla Stefano Faggiano, biologo nutrizionista presso la Clinica Petrucciani di Lecce

LECCE - Un alimento è definito “funzionale” se ha un’influenza benefica su una o più funzioni del corpo, che porta alla riduzione del rischio di una determinata malattia o, più in generale, un miglioramento dello stato di salute. Gli alimenti funzionali, se opportunamente “amministrati” all’interno di un piano alimentare adeguato alle esigenze del singolo individuo, sono strumenti utili ad ottenere un determinato risultato come l’abbassamento dei livelli ematici di glucosio, colesterolo, trigliceridi ecc… o l’aumento della concentrazione di vitamina D. È come guidare l’auto con le mani sul volante e poter decidere di svoltare utilmente verso la via desiderata.

Qualche esempio di alimento funzionale?

Ai tempi del liceo, un’insegnante usava dire: ”Alla specifica domanda occorre fornire la giusta risposta”, intendendo che ad uno specifico input occorreva fornire la precisa reazione. Applicando questo principio alla domanda sulla tipologia degli alimenti funzionali, rispondo declinando alcuni esempi messi in relazione ai correlati benefici:

  • Broccoli: fonte di antiossidanti e molecole ad azione antitumorale;
  • Agrumi: fonte di vitamina C, con azione immunomodulatrice;
  • Bacche: fonte di carotenoidi e precursori della vitamina A, con azioni salutari per pelle, mucose e vista;
  • Yogurt e prodotti fermentati, con azioni probiotiche a beneficio del tratto intestinale;
  • Legumi, con azioni migliorative in caso di diabete, colesterolo alto, ipertensione e obesità;

Come è possibile strutturare un piano alimentare costituito dagli alimenti funzionali?

Per strutturare un piano alimentare “funzionale”, occorre fissare un obiettivo che sia condiviso dal soggetto ed in linea con le indicazioni del nutrizionista. Tra gli obiettivi più agognati dai miei assistiti, vi sono: calo del peso, abbassamento del valori del colesterolo e del glucosio ematico, aumento della massa muscolare e diminuzione della massa grassa addominale. In questo contesto e sulla base delle condizioni iniziali dello stato di salute e dello stile di vita del soggetto, andranno inseriti degli alimenti specifici in determinati orari della giornata, funzionalmente ed in relazione agli altri alimenti responsabili del supporto energetico e nutritivo dell’organismo.

Integratori multivitaminici sostituiscono frutta e verdura?

Capita spesso, soprattutto in soggetti sportivi, che mi venga riportato l’uso continuato di multivitaminici, assunti prevalentemente al mattino, per delle ragioni non meglio specificate, se non correlate alla sola attività sportiva. In linea generale, non è errato assumere dei multivitaminici, se nel piano alimentare vi sono deficit dei componenti presenti in questi integratori alimentari. Inoltre, c’è da dire che vengono assunti meno zuccheri semplici normalmente presenti nella frutta, con un minor impatto sulle funzioni pancreatiche. Tuttavia, mangiare tanta frutta e verdura è importante per la prevenzione di alcune patologie e questo effetto non può essere totalmente sostituito con i soli multivitaminici, i cui componenti hanno una concentrazione che andrebbe valutata con il proprio nutrizionista.

Gli alimenti funzionali sono rischiosi?

Gli alimenti in genere riportano rischi e benefici: l’equilibrio tra questi due aspetti è il nodo da sbrogliare: “E’ la dose che fa il veleno”. Tendenzialmente, il piano alimentare bilanciato è la vera formula che porta dei veri benefici. In questo periodo storico, si sta tendendo a medicalizzare l’alimentazione e, da un lato, non si ha torto, perché la prevenzione di molte problematiche di salute parte proprio da qui. Tuttavia, va considerato che, per quanta attenzione si possa dare all’assunzione di uno o l’altro alimento, il nostro organismo risponderà con le sue funzioni e capacità che, solo dopo un’attenta valutazione, si potrà affermare che un determinato piano alimentare può essere corretto.

L’alimento può perdere la sua caratteristica funzionale?

Certamente! Il deterioramento è il processo mediante il quale l’alimento diventa indesiderabile e inaccettabile per il consumo umano, a causa della variazione delle proprietà organolettiche conseguenti alle trasformazioni poste in essere da microrganismi. La conservazione degli alimenti è una pratica che negli anni ha rivestito grande importanza sia in ambito domestico, sia nella ristorazione pubblica e si basa su un approccio basato sul rischio di contaminazione calcolato per ogni attività svolta a partire dalla produzione fino al consumo. Questo controllo procedurale lo si sente chiamare più in generale: “HACCP”.

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