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In foto: il governatore Michele Emiliano e il sindaco di Casarano Gianni Stefano

In foto: il governatore Michele Emiliano e il sindaco di Casarano Gianni Stefano

Parte il cantiere del "Ferrari" di Casarano: Emiliano e Stefano, pax istituzionale

La 4° Torre, pronta in 36 mesi, ospiterà l'area medica dell'ospedale. La cerimonia sancisce la tregua anche con il Comune di Gallipoli: "Collaboriamo per il futuro della sanità"

CASARANO – La posa simbolica della prima pietra del 4° lotto, condita da una vigorosa stretta di mano, sancisce anche la fine dello scontro istituzionale tra il Comune di Casarano e la Regione Puglia. Li avevamo lasciati ai ferri corti, Gianni Stefano e Michele Emiliano; li abbiamo ritrovati rasserenati all’ingresso dell’ospedale “Francesco Ferrari” in occasione della cerimonia di inaugurazione della struttura.

Il nosocomio ha perso, sì, il reparto di Chirurgia Pediatrica trasferito presso l’elefantiaco Vito Fazzi del capoluogo. Ed è ancora destinato al declassamento al livello base, così come previsto da quel piano di riordino sanitario mal digerito dai casaranesi.

Ma il regolamento regionale 7, che rimescolava le carte dei reparti tra gli ospedali salentini, non è scritto su pietra.

La Neurologia, ad esempio, rimane ancora oggi un’incognita anche se l’ago della bilancia sembra pendere più dal lato di Casarano che da quello di Gallipoli. Poi c’è il padiglione del 4° lotto, nuovo di zecca, destinato ad ingrandire ed ammodernare il Ferrari: una struttura costata poco più di 14 milioni di euro, che accoglierà i reparti dell’area medica.

Per il direttore generale della Asl di Lecce, Ottavio Narracci, la quarta Torre servirà a per mettere in sicurezza la struttura e per rispettare i requisiti di accreditamento che, negli anni, sono cambiati: “L’intervento ci permetterà di mettere in ordine i servizi dell’ospedale; nella terza Torre confluiranno la parte chirurgica ed altri reparti”.

Video: la posa simbolica della prima pietra

“Oggi i due ospedali, Casarano e Gallipoli, sono un avamposto per quest’area del Salento e devono perciò dialogare, in una prospettiva ampia che coinvolge il nuovo ospedale del Sud Salento e il nuovo Dea di Lecce: una configurazione che fornirà un assetto definitivo e risolutivo a tutto l’organizzazione sanitaria del Salento”, ha aggiunto.

L’attesa sembrava interminabile ma alla fine, dopo 10 anni, il progetto del cantiere passato nelle mani di Vendola prima ed Emiliano poi, è divenuto realtà. Con buona pace di tutti.

Ha così deposto le armi Gianni Stefano che pure aveva fatto ricorso al Tar per tenersi la Chirurgia pediatrica, ma che oggi ha speso parole concilianti sulla necessità di fare “squadra” tra le amministrazioni comunali per garantire il bisogno di salute della popolazione. Sostenuto, in questo, anche dal presidente del Comitato Pro Ferrari, Claudio Casciaro.

20180709_172648-2Il riferimento di entrambi è al vicino di casa, il sindaco Stefano Minerva il quale, pur non rinnegato il recente passato caratterizzato dal vivace dibattito politico sul destino degli ospedali, ha poi chiosato: “Gallipoli ha sicuramente bisogno di una struttura di 1° livello per rispondere alle richieste che arrivano da un territorio pressato dal turismo, ma ciò non può avvenire a discapito degli altri territori”.

Il suggello della rinnovata intesa è stato posto dal presidente Michele Emiliano: “Ci auguriamo che la collaborazione tra le strutture sanitarie possa lenire il dispiacere per questo classamento. Parliamo di due città e di due ospedali straordinariamente importanti e la collaborazione tra loro sarà determinante. Dipenderà da tutti noi. Sono felice di essere qui, perché ero rammaricato dal fatto di non essere riuscito a spiegare fino in fondo le ragioni di una scelta dolorosa per questa comunità”.

Per il Ferrari è prevista anche un’altra novità: la costruzione di un padiglione interno all’ospedale dove troverà alloggio il distretto sociosanitario per un totale di 10 milioni di euro, derivanti dal finanziamento Fesr Fes.

Scheda tecnica dell’intervento

L'opera rientra tra gli interventi previsti nell’Accordo Quadro articolo 20 della legge 67 del 1988 con un finanziamento di 14 milioni e 210 mila euro, di cui il 95 percento a carico dello Stato e il restante 5 percento a carico della Regione Puglia. Serviranno 36 mesi all’impresa appaltatrice, la Edilcostruzioni srl, per ultimare l’intervento.

All’interno della Torre 3 sarà convogliata l’attività chirurgica mentre l’area medica (con le degenze) occuperà la nuova Torre.

Novità importanti anche per l’accesso dell'utenza. Il progetto contempla la realizzazione di una nuova hall di accesso, con l’accoglienza e l’indirizzamento dell'utenza.

La quarta Torre ospiterà al piano terra un nuovo e più funzionale Cup direttamente collegato con l'area prelievi e il laboratorio analisi e con l'area farmaceutica. L’area delle degenze mediche occuperà i due piani superiori, mentre il seminterrato ospiterà vai tecnologici, archivi e depositi.

Al termine dell'intero programma di intervento strutturale, inoltre, il Pronto Soccorso sarà spostato nella terza Torre e direttamente collegato con il gruppo operatorio, riducendo di fatto tempi e spazi degli attuali percorsi.

Nelle restanti due Torri, la 1 e la 2, verranno concentrate le attività con durata H12: area ambulatoriale, servizi logistici, amministrativi e uffici operativi.

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