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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Salute

Pazienti covid, assistenza e tamponi rapidi anche da medico di famiglia e pediatra

Siglato l’accordo tra la Regione e le associazioni dei professionisti della sanità. Medici di base e pediatri in prima linea a sostegno di pazienti con sintomi e contatti stretti. Lopalco: “Apporto importante per contenere contagi e alleggerire pressione sugli ospedali”

BARI - L’esecuzione di tamponi rapidi per i contatti stretti anche negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e la presa in carico dei pazienti affetti da covid è ora effettiva anche nella Regione Puglia. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta pugliesi potranno infatti prendere in carico il paziente con sintomi covid, prenotare il tampone molecolare, eseguire tamponi rapidi per i contatti stretti asintomatici e disporre l’isolamento fiduciario ad esito positivo del tampone, stabilendo la data di inizio e fine della quarantena.

È quanto prevede il protocollo d’intesa firmato oggi tra l’ente regionale con i rappresentanti dei  medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. . Con l’accordo sottoscritto oggi, diretta gemmazione dell’intesa già raggiunta a livello nazionale tra il Governo e le rappresentanze dei medici, si è deciso di potenziare la risposta territoriale alla situazione emergenziale che si sta affrontando, valorizzando il contributo professionale della medicina generale e dei pediatri, quale primo contatto del paziente, e la capillarità degli studi medici, potenziando la rete territoriale di sorveglianza, diagnostica e terapia domiciliare per i pazienti con Covid-19 al fine di contenere i contagi e ridurre la pressione sugli ospedali.

“Da oggi abbiamo in campo migliaia di medici che conoscono i loro pazienti, il territorio, e potrebbero essere determinanti per contenere la pandemia e limitare i ricoveri, disponendo tamponi, quarantene e portando le cure a casa” spiega l’assessore alle Politiche della salute, Pier Luigi Lopalco, “ringrazio i medici per il loro impegno che sarà un enorme passo in avanti nella lotta al virus e che porterà anche un po' di sollievo ai colleghi dei dipartimenti di prevenzione”.

Sono state quindi emesse le linee guida per le diagnosi di Sars Covid 19 anche in vista dell’arrivo dell’influenza stagionale, per la presa in carico dei pazienti e l’individuazione dei casi covid e dei contatti stretti. Le attività demandate ai medici di base e ai pediatri saranno quelle della presa in carico clinica del paziente sintomatico, della prenotazione del tampone per i pazienti sintomatici, le azioni di rafforzamento e supporto alle azioni di sanità pubblica, l’esecuzione dei tamponi rapidi per i contatti stretti asintomatici dopo dieci giorni di quarantena.

Una volta fatta la diagnosi di caso sospetto, medici e pediatri, tramite piattaforma informatica, prenoteranno il tampone diagnostico molecolare o in modalità “drive in” o per i pazienti fragili o non trasportabili, lo segnaleranno ai dipartimento di competenza. I medici e i pediatri disporranno, ad esito positivo del tampone, il periodo di inizio e fine isolamento anche per i propri pazienti casi di contatto stretto.

Medici e i pediatri inoltre garantiranno l’esecuzione del tampone rapido antigenico, presso i propri studi o in altre strutture individuate dalle Asl mediante accordi locali. La fornitura dei tamponi sarà a cura del commissario straordinario per l’emergenza covid, per il tramite della protezione civile regionale che fornirà anche i necessari dispositivi di protezione individuale.

Il target dei pazienti per i test rapidi riguarda tra l’altro pazienti in carico “contatti stretti asintomatici” allo scadere dei dieci giorni di isolamento individuati dal medico di medicina generale o dal pediatra, oppure pazienti in carico “contatti stretti asintomatici” allo scadere dei dieci giorni di isolamento individuati e segnalati dal dipartimento di prevenzione in attesa di tampone rapido o caso sospetto di contatto che il medico o il pediatra si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido.

Video | Le dichiarazioni dopo la sigla

“La Regione Puglia schiera i medici di medicina generale e i pediatri nel contrasto al covid” ha spiegato il presidente Emiliano, “si occuperanno di seguire i pazienti che si trovano in assistenza domiciliare, e la Regione li sosterrà anche attraverso la telemedicina e costruiranno insieme, Regione, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, il nuovo modello di ospedale che si decentra nelle abitazioni dei cittadini, non solo per il covid, ma più in generale per tutte le situazioni gestibili a domicilio che necessitano di cure e di assistenza”.

L’accordo firmato oggi per il direttore del dipartimento Politiche della salute, Vito Montanaro “recepisce l’accordo nazionale e lo integra prevedendo azioni che consentiranno ai medici ed ai pediatri di base di svolgere un ruolo fondamentale nella gestione della pandemia e di testare il nuovo modello di assistenza territoriale che utilizzerà anche la telemedicina”. L’importanza dell’intesa e la definizione del ruolo territoriale dei medici di base e dei pediatri, è stata ribadita anche dai rappresentanti di categoria dei professionisti della sanità.

“Questa intesa rappresenta una evoluzione della medicina generale sul territorio” spiega Donato Monopoli, della Fimmg, “dà un ampio margine di attività e di coesione all’interno regionale. Permette quindi ai cittadini di usufruire di una serie di prestazioni date dal medico di medicina generale, liberato alcuni lacciuoli burocratici e di essere ancora seguito, come abbiamo fatto fino ad adesso, dal proprio medico di medicina generale”.

Per Luigi Nigri, delle federazione dei pediatri, “si tratta di un accordo è importante per tutti i cittadini pugliesi. Tutti vedono che cosa stiamo vivendo, un momento drammatico. Non potevamo tirarci indietro e lo abbiamo fatto con convinzione. Per noi una grande assunzione di responsabilità, superiore a quella che abbiamo mai avuto. Chiediamo la collaborazione soprattutto ai cittadini e ai genitori, perché noi siamo pediatri, e vogliamo che i nostri bambini abbiano un futuro più sereno. Siamo vicini ai loro genitori e soprattutto ai loro nonni”. Per Anna Lampugnani, di Intesa, infine in questo momento così grave, “siamo del parere che la medicina generale debba svolgere appieno la sua funzione, con la collaborazione di tutte le parti del sistema e con il rispetto delle competenze di tutti”.

Panareo, tamponi negativi. Solo giovane madre ancora positiva

Nella città di Lecce, secondo il report settimanale della Asl, i casi attualmente positivi sono 215 (da 175 dall’ultima rilevazione). Un dato rassicurante arriva dalla situazione registrata nel campo sosta Panareo dove erano stati 27 i casi di positività accertati (con un decesso anche di una donna di 66 anni dopo il ricovero in ospedale) nelle scorse settimane che avevano portato l’amministrazione comunale e la Asl ha disporre la quarantena obbligatoria per gli ospiti del campo.

Ad oggi i nuovi tamponi effettuati a Panareo per il monitoraggio della situazione rispetto ai casi positivi hanno dato esito negativo, eccezion fatta  per un solo caso di una giovane madre, asintomatica, che ora, in collaborazione con l’assessorato ai Servizi sociali e il servizio sanitario, potrebbe essere trasferita presso l’hotel Zenit di Lecce recentemente messo a disposizione per le persone positive al covid-19 che non necessitano di ricovero in strutture sanitarie e non possono trascorrere il periodo di quarantena nel proprio domicilio.       

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