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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Precari della sanità in attesa di una proroga: sono 400 nel solo Salento

La Fp di Cgil sollecita la Asl: "Il giusto riconoscimento per chi è in prima fila contro il Coronavirus e dopo tutti gli sforzi ora rischia di tornare a casa da disoccupato"

LECCE – I lavoratori precari della Asl di Lecce meritano la proroga dei contratti in scadenza. E non solo in segno di riconoscimento per gli sforzi compiuti nella gestione della pandemia da Coronavirus, ma anche per rimpinguare le piante organiche dell'azienda sanitaria.

L'appello è stato lanciato dalla Funzione Pubblica Cgil di Lecce che ha scritto al ministro della Sanità, Roberto Speranza, ai presidenti di Regione e Provincia, Michele Emiliano e Stefano Minerva, al prefetto Maria Teresa Cucinotta, e al direttore generale della Asl, Rodolfo Rollo. Nella sola provincia di Lecce i precari esclusi dalla stabilizzazione, perché non hanno raggiunto i 36 mesi di anzianità, ammontano a circa 400 unità tra infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e medici.

Oggi, a parità d’impegno e di rischio, spiega Cgil, il sistema riserva trattamenti differenti: chi ha raggiunto o raggiungerà i 36 mesi di anzianità lavorativa entro la fine di quest’anno sarà stabilizzato; agli altri non sarà applicato lo stesso trattamento. I precari quindi, dopo aver lavorato fianco a fianco ai loro colleghi e rischiato come loro la propria vita, torneranno a casa da disoccupati.

“Questa discriminazione va superata - afferma il segretario Floriano Polimeno -. Non chiediamo la deroga alla normativa, anche sarebbe l’unico gesto di riconoscenza verso questi lavoratori, ma almeno siano rispettato gli accordi aziendali. Garantiamo a tutti questi lavoratori quantomeno un lavoro a tempo determinato fino al compimento dei 36 mesi più 12 mesi, un tempo magari utile a maturare i requisiti per una futura stabilizzazione”.

Alla Asl di Lecce, la Fp Cgil chiede quindi di rispettare l’accordo aziendale di marzo 2017 che prevede un incarico complessivo ai precari di 36 mesi più altri 12 mesi: “Questo è il minimo che l'azienda possa fare come riconoscimento personale a chi senza tirarsi indietro si è buttato capofitto nella guerra al Coronavirus”, aggiunge il sindacalista.

Il sindacato, in assenza di un riscontro alla propria nota, è pronto a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale precario. A monte della protesta vi è lo stato di sofferenza in cui versa la sanità pubblica, piega da continui tagli e sforbiciate ai budget per la spesa del persona (-1,4 percento annuo) e dal blocco delle assunzioni.

“Il Covid-19 ha messo a nudo le criticità del sistema e la fallacia della privatizzazione del settore, esaltando invece l’importanza di avere un servizio sanitario nazionale pubblicocapace di garantire a tutti il diritto universale della salute”, ha denunciato il sindacalista.

E ancora: “Accogliamo con favore la richiesta di ricognizione che la Regione ha inviato alla Asl di Lecce ai fini della stabilizzazione del personale precario. Non bisogna però dimenticare chi in questi due mesi ha affrontato la pandemia da precario e senza la prospettiva di una stabilizzazione, magari giovani assunti da pochi mesi o comunque da meno di tre anni”.

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