rotate-mobile
Mercoledì, 29 Maggio 2024
The Daisy Award

Una vita dedicata ai pazienti in dialisi, ora un premio: “Conta trasmettere fiducia e umanità”

La testimonianza di Barbara Zarotti, infermiera da trent’anni impegnata nell’assistenza nefrologica, dopo aver ricevuto un riconoscimento dedicato agli operatori per meriti nel proprio campo di azione: “Fondamentale relazionarsi alle persone”

LECCE – L’impegno quotidiano e la capacità di sapersi adattare ai bisogni dei pazienti in un legame che oltre all’assistenza si muove sul doppio binario della fiducia e dell’umanità: è un compito delicato quello dell’infermiere, non sempre riconosciuto nella sua importanza, e spesso finito sotto i riflettori più per spiacevoli episodi di cronaca che lo vedono protagonista che per il valore professionale.

Per questo il riconoscimento “Daisy Award”, consegnato in occasione della giornata internazionale dell’infermiere (e di un evento organizzato da Cnai Salentum presieduto da Fiorella Fabrizio), che premia gli operatori del settore, segnalati attraverso la rete della Cnai e del network delle organizzazioni infermieristiche italiane per meriti speciali nel proprio campo, rappresenta un modo per ribadire la centralità di un ruolo che non è solo un “mestiere” ma una “vocazione”.

Lo spiega tra le righe Barbara Zarotti, infermiera 51enne di Nefrologia e dialisi presso il “Fazzi” di Lecce, tra i premiati dell’ultima edizione, e che ha raccontato, sollecitata sul tema, qualcosa della propria professione.

Trent’anni in prima linea nell’area nefrologica, di cui gli ultimi diciotto trascorsi nel Salento tra emodialisi e dialisi peritoneale, con al centro di tutto il paziente e il supporto ai suoi bisogni in una dinamica che non è meramente tecnica: “Il paziente è prioritario ed è fondamentale la componente relazionale – spiega – perché tra infermiere e assistito, soprattutto quello nefrologico, si deve instaurare un rapporto di reciproca fiducia. Si trascorre circa quattro ore assieme ad un paziente per tre o quattro giorni a settimana e, in qualche modo, il rapporto professionale ha bisogno di unire le competenze alla capacità di rapportarsi alle esigenze del paziente e di ottenere la sua piena fiducia”.

L’umanità come elemento su cui si fonda ogni approccio. Quanto al riconoscimento in sé, non si può nascondere la soddisfazione: “Si tratta di un premio del tutto inaspettato, ma che fa piacere ricevere perché dà atto di un impegno – aggiunge -, che non si conclude solo nel campo professionale ma vive anche della capacità di saperlo conciliare con la vita di famiglia. Sicuramente motiva e incentiva a fare ancora di più e meglio ogni giorno”.

Ci sono ovviamente le difficoltà logistiche, la complessità del sistema e soprattutto i cambiamenti con cui fare i conti ogni giorno: dagli inizi ad oggi, l’infermiera premiata ne ha colti diversi a partire dalle vecchie scuole professionali regionali al passaggio ai diplomi di laurea. Racconta lei stessa di aver conseguito l’ultimo dei tre master della propria formazione, perché resta importante l’aggiornamento costante. Ma alla fine ciò che conta davvero è rendere quel bagaglio di conoscenze utile all’esercizio di umanità che la professione richiede.

Tra le altre premiate di giornata ci sono Maria Grazia Greco del servizio di Dietetica e nutrizione clinica, Stefania Rollo dell’Hospice, e Simona Geusa, scomparsa qualche mese fa per un tumore, il cui riconoscimento è stato ritirato dal marito Andrea e dal fratello Marco. Alla cerimonia hanno partecipato i dottori Mario Vigneri, Marcello Napoli, Evelina Pedaci, Vincenzo Caro prese. Ai premiati sono andate le congratulazioni e l'apprezzamento del direttore generale della Asl Lecce, Stefano Rossi.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Una vita dedicata ai pazienti in dialisi, ora un premio: “Conta trasmettere fiducia e umanità”

LeccePrima è in caricamento