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In foto da sinistra: Don Murrone, Luigi Peccarisi e Donato De Giorgi.

In foto da sinistra: Don Murrone, Luigi Peccarisi e Donato De Giorgi.

Ordine dei medici contrario ai vaccini in farmacia: "Rischio maggiore"

Presentato l'hub vaccinale allestito presso la parrocchia di San Massimiliano Kolbe. Non passa inosservato il passaggio sulla possibilità, accordata a livello nazionale, di somministrare le dosi nelle farmacie

LECCE – Un nuovo hub vaccinale, in città, sarà presto attivato nel teatro messo a disposizione dalla parrocchia di San Massimiliano Maria Kolbe, in via Terni. L'iniziativa nasce dalla collaborazione avviata tra l'Ordine dei medici di Lecce e la chiesa gestita da don Antonio Murrone.

La comunità di San Massimiliano ha accolto con entusiasmo la proposta dell'Ordine, per tramite del vice presidente Luigi Peccarisi, rispondendo così anche all'appello della Cei di mettere a disposizione gli spazi parrocchiali per la campagna di vaccinazione contro il covid-19.

“La vaccinazione oggi è la procedura più importante perché è l'unica in grado di fornire una risposta immediata ed efficace alla pandemia – ha spiegato il presidente dell'Ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi -. Abbiamo instaurato un rapporto molto stretto con don Antonio: loro dispongono di un teatro capiente, la Asl che ha veriificato l'ideoneità delle caratteristiche del luogo e quindi potremo utilizzarlo come hub vaccinale”. Nel capoluogo, lo ricordiamo, sono stati attivati altri 3 hub vaccinali. Ma la differenza con gli altri risiede nel fatto sta che il quarto centro sarà gestito dall'Ordine dei medici e dalla Chiesa cattolica, insieme.

“Abbiamo prodotto delle spille che mettono in evidenza come la vaccinazione rappresenti l'ombrello e la copertura per tutti, e che deve essere garantita ai cittadini in tempi rapidi – ha proseguito De Giorgi -. L'idea di base è questa: se la rapidità della vaccinazione supererà la curva della pandemia, avremo ottime possibilità di uscirne fuori. Se, al contrario, si svilupperanno le varianti più aggressive e la curva pandemica supererà le vaccinazioni, saremo sempre in affanno, chiusi in una vita completamente devastata. I cittadini chiedono di essere vaccinati, e in fretta – ha proseguito De Giorgi -. Ricordiamo che la vaccinazione rappresenta il trattamento migliore che la scienza ha prodotto in meno di un anno: un tempo straordinario”.

Non è passato inosservato, però, il passaggio in cui il presidente dell'Ordine die medici si è detto contrario all'ipotesi che siano direttamente i farmacisti a somministrare il siero, così come consentito dalle disposizioni a livello nazionale per accelerare la campagna vaccinale: “Ciò creerebbe un maggiore rischio perché sarebbe comunque necessaria la presenza di un medico chirurgo”.

Il dottor Peccarisi, intervenuto nella conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, si è fatto portavoce dell'appello lanciato dai medici di base: “Al momento sono stati poco coinvolti nella campagna vaccinale: i medici possono soltanto ritirate piccole dosi da somministrare agli anziani non deambulanti. Dovremmo invece ampliare la platea, come avviene per la vaccinazione antinfluenzale. Molti medici hanno già dato la disponibilità ad utilizzare i propri ambulatori”.

“Era un mio desiderio fare qualcosa di concreto in un momento di emergenza – ha chiosato don Antonio -. È di oggi la notizia che quasi 260 sacerdoti hanno perso la vita in Italia per il covid. La chiesa ha degli spazi idonei per la vaccinazione, come il teatro. Quando è arrivata la proposta dell'ordine dei medici l'abbiamo subito accolta”. Il parroco ha voluto anche ringraziare la cooperativa “Vento nuovo” che, insieme ad un gruppo di lavoratori socialmente utili, sta sistemando i locali, secondo le indicazioni fornite dalla Asl.

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