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La richiesta

Disagi nei presidi medici e dispositivi non accessibili per diabetici: appello alle istituzioni

Due associazioni diabetologiche scrivono all’Asl Lecce e alla Regione Puglia in merito ad alcune segnalazioni raccolte tra i pazienti: “Tecnologia medica di vitale importanza per noi”

LECCE - Una richiesta di chiarimento su alcuni possibili disagi nei presidi medici destinati ai diabetici e un appello alle istituzioni: è la richiesta che arriva dalle associazioni diabetologiche “In giro col diabete Aps” e “Diabetici insieme Puglia Odv” all’Asl di Lecce nella persona del direttore generale Stefano Rossi e alla Regione Puglia, nella persona dell’assessore alla sanità, Rocco Palese.

I due presidenti, Salvatore Tanieli e Marco Taurino, si fanno portavoce dei disagi dei pazienti diabetici per la mancata erogazione di ausili destinati a loro: “Ascoltando la voce dei pazienti - scrivono - abbiamo riscontrato che nell’Asl di Lecce a differenza di altre province della regione, per un problema di carattere burocratico, alcuni devices per la gestione del diabete disponibili in commercio non sono accessibili ai pazienti della nostra Asl”.

“Si fa presente – proseguono - che la tecnologia medica è di vitale importanza per la persona con diabete T1 e la non erogazione della stessa, mette il paziente in serie difficoltà e disagio”.

Nello specifico, sarebbe stato segnalato ai rappresentanti delle associazioni che i dispositivi non accessibili nell’Asl di Lecce siano il Guardian 4 System cod MMT-7920QW1 (trasmettitore per cgm stand alone) e relativi sensori, Guardian 4 sensor cod MMT-7040QC1, Dexcom one, Freestyle libre 3: “Trattandosi – chiariscono - di prodotti regolarmente erogati a livello nazionale e in tutte le altre province della Regione Puglia, è impensabile che i pazienti seguiti nella nostra Asl, non possano usufruirne”.

Tanieli e Taurino chiedono pertanto la risoluzione in tempi celeri dell’anomalia, portando a termine l’iter burocratico lasciato finora in sospeso, perché “i pazienti hanno bisogno dei suddetti presidi per la gestione ottimale della loro condizione di salute”: “Fiduciosi che vogliate far vostre le nostre preoccupazioni e di decine di cittadini che attendono di potersi curare – concludono -, restiamo in attesa di un vostro celere riscontro per risolvere una situazione allarmante e che potrebbe comportare conseguenze pregiudizievoli ed irreparabili per i pazienti”.

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