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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Carenza di personale ospedaliero / Copertino

"Pronto soccorso di Copertino, operatori sotto stress": la denuncia Cgil

Il sindacato torna a denunciare una grave carenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari: "Questa condizione di precarietà finisce quindi per riversarsi sui lavoratori e pregiudica l'esito clinico dei pazienti"

COPERTINO -  Personale allo stremo nel Pronto soccorso dell'ospedale di Copertino. La denuncia è firmata dalla segreteria di Fp Cgil Lecce che ha richiesto l'intervento degli ispettori dello Spesal all'interno dell'unità operativa per verificare quanto segnalato.

Il problema a monte, sottolinea il sindacalista Floriano Polimeno, è quello della carenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari. Questa condizione di precarietà finirebbe quindi per riversarsi sui lavoratori, sottoposti a inevitabile stress, fino a pregiudicare anche l'esito clinico dei pazienti. Ma Fp Cgil punta il dito anche contro i protocolli operativi adottati.

La denuncia del sindacato è puntuale: “All’interno del Pronto soccorso risultano ricoverati, per diversi giorni, dai 5 ai 7 pazienti di natura internistica che richiedono una continua assistenza relativamente all'igiene personale e alla somministrazione dei farmaci. Nonostante la professionalità e il sacrificio del personale, il rischio clinico sui pazienti risulta però altissimo”.

Un'altro problema sarebbe relativo alla organizzazione dello stesso Pronto soccorso nel quale risultano allesiste due diverse aree, una per gli accessi ordinari, l'altra per i casi sospetti di covid-19: “Talvolta succede che un infermiere e un Oss vengano dirottati su un sospetto contagio da covid, ma ciò determina il dimezzamento della dotazione organica di personale all’interno del Pronto soccorso”.  

Fp Cgil segnala che, nei casi di trasferimento di pazienti in altri presidi ospedalieri, come nel caso di persone sotto infarto, “un infermiere del Pronto soccorso si stacca dal turno per accompagnare il paziente in un'altra struttura”.

Ciò, dice Cgil, si verifica solo a Copertino perché, in altre strutture, è il personale dell'Utic o dell'unità operativa di sala operatoria a occuparsi del trasferimento degli infartuati.

Come se non bastasse, il sindacato ha registrato numerose segnalazioni di continue aggressioni verbali da parte degli utenti che arrivano al Pronto soccorso: “Spesso gli utenti spazientiti dall' attesa o da una situazioni che li vedono stazionare in barella per giorni, se la prendono direttamente con gli operatori in servizio che spesso sono destinatari di denunce, per colpe non riconducibili a loro”.

“Oltre ad affrontare la pandemia, oggi il personale gestisce anche i pazienti internistici o geriatrici con una seria responsabilità sull’esito clinico dei pazienti. Sinora le emergenze sono state affrontate grazie allo spirito di sacrificio degli operatori i quali hanno accettato anche un palese demansionamento. Questa situazione persiste da mesi, e non accenna a migliorare, così il benessere dei lavoratori risulta logorato”, conclude la missiva che la segreteria sindacale ha inviato ai vertici della sanità locale e regionale.

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