Reclutamento di infermieri in Asl. I sindacati puntano il dito contro i trasferimenti

Mentre l'azienda procede con gli incarichi a tempo determinato, per assicurare i Lea, Cgil, Cisl e Uil contestano le modalità adottate per la mobilità di 3 unità di personale

Foto di repertorio: la direzione generale della Asl

LECCE – L'estate è alle porte e la Asl di Lecce si rimbocca le maniche per garantire l'assistenza sanitaria a residenti e bagnanti.

La direzione generale, che deve fare i conti anche con la cronica carenza di infermieri, già nel 2018, con la delibera 2115, ha provveduto a stilare il piano di fabbisogno del triennio 2018-2020, sul presupposto di garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea).

Nell'aprile 2017 è stata approvata la graduatoria per il conferimento di incarichi a tempo determinato al personale infermieristico.

E, nel 2019, i dirigenti del quartier generale di via Miglietta hanno disposto l'integrazione di 26 unità infermieristiche da suddividere in questo modo: 8 a Scorrano, 5 a Gallipoli, 5 a Casarano, 3 a Copertino, 4 a Lecce nell'unità operativa di Medicina nucleare ed un infermiere al dipartimento di salute mentale.  

L'obiettivo è quello di assicurare la copertura dei turni di servizio ed evitare il rischio di un collasso del sistema. Con la delibera 578 di giugno l'azienda sanitaria ha quindi confermato la necessità di conferire questi incarichi e integrare il personale tra i vari servizi, in vista dei mesi da bollino rosso.

Le polemiche sul trasferimento di 3 infermieri

I sindacati confederali sono però insorti contro le contestuali disposizioni di trasferimento del personale infermieristico, in particolare 3 unità, dirottate sui servizi del distretto socio sanitario di Gallipoli.

Con una nota inviata al commissario straordinario, Rodolfo Rollo, al direttore amministrativo ed al presidente Michele Emiliano, Cgil, Cisl e Uil stigmatizzano "la palese violazione gli accordi sindacali sulla mobilità”.

I tre sindacati contestano, in particolare, le modalità di trasferimento adottate dalla direzione generale “che talvolta possono recare la firma del solo commissario straordinario e altre volte sono persino contrarie al parere del direttore di struttura”, puntualizza Floriano Polimeno di Fp Cgil Lecce.

“Come si fa ad adottare una delibera per l'assunzione di infermieri a tempo determinato  e, prima ancora di prendere in carico queste persone, trasferire alcune unità dai presidi ospedalieri, sguarnendo l'unità operativa di dialisi dell'ospedale di Casarano?”, chiede il sindacalista che annuncia battaglia nel caso in cui tali disposizioni non venissero revocate.

“Da tempo chiediamo l'istituzione di una commissione paritetica, prevista dal contratto, per gestire i processi di riorganizzazione del personale e la mobilità interna dei dipendenti, tenendo conto degli anni di esperienza di ciascuno e valutando vari problemi ed esigenze particolari. Questo compatibilmente con le nuove richieste che si presenteranno con l'apertura del Dea, il dipartimento di emergenza e accettazione del Vito Fazzi”, ha aggiunto Antonio Tarantino di Uil Fpl.


“Al momento la nostra richiesta non ha ottenuto una risposta, ma riteniamo che la commissione, senza nulla togliere alle competenze della direzione generale, sarebbe lo strumento migliore per evitare il rischio di decisioni troppo discrezionali ed impedire che il diritto di un lavoratore possa incidere negativamente su qualcun altro”, ha concluso Fabio Orsini di Fp Cisl.

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