Oggi 2mila, nel 2030 il doppio: una rete regionale per i malati di Parkinson

Presentato un modello organizzativo regionale per un approccio globale alla patologia neurodegenerativa e per una riduzione della mobilità ospedaliera

Una foto della conferenza di presentazione.

LECCE - Sono oltre 2mila in provincia di Lecce i cittadini affetti dalla malattia di Parkinson. Nel 2030, in coerenza con il progressivo invecchiamento della popolazione, si prevede che i casi saranno almeno il doppio. Per una migliore cura e assistenza di pazienti di oggi e per prepararsi al trend del futuro è stato definito un modello organizzativo regionale che riunisce le singole aziende sanitarie locali.

Quella di Lecce, che è capofila del progetto, nel giugno scorso ha definito il proprio modello operativo partendo da una piattaforma informatica per gestire la presa in carico dei pazienti e il coordinamento tra ospedali, distretti e operatori. Partendo dalla consapevolezza che il Parkinson è una patologio neurodegenerativa cronica che condiziona fortemente il paziente e la sua famiglia, l’obiettivo della rete è quello di offrire un approccio globale, dall’ospedale a casa, attraverso la diagnosi, la terapia, l’assistenza. 

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, sono stati illustrati i dettagli dell’organizzazione della rete regionale dal direttore generale Asl Lecce, Ottavio Narracci, dal direttore sanitario, Rodolfo Rollo, da quello amministrativo, Antonio Pastore, dal coordinatore aziendale della Rete Malattia di Parkinson, Francesco Cacciatore, dal direttore di Neurologia del “Vito Fazzi” ,Giorgio Trianni e dal direttore del Centro di Ricerca clinica di Malattie Neurodegenerative dell’Università di Bari presso l’Ospedale “Panico” di Tricase, Giancarlo Logroscino.

Lo strumento operativo – è stato chiarito – è il piano diagnostico terapeutico assistenziale impiegato per assistere il paziente in maniera continua: a seconda delle fasi della malattia, entreranno in gioco i medici di base, gli specialisti ospedalieri e quelli territoriali e le relative strutture ospedaliere di Neurologia e i servizi ambulatoriali, i cosiddetti Ambulatori Parkinson, con il supporto del personale infermieristico e la collaborazione di geriatri, cardiologi, gastroenterologi, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, logopedisti.

Il coordinatore della rete aziendale, il dottor Francesco Cacciatore si occuperà della supervisione. L’assistenza territoriale sarà assicurata nei distretti da una decina di specialisti referenti collocati nei quattro snodi: Area Lecce-Campi Salentina; Area Nardò, Galatina e Martano; Area Gallipoli, Casarano, Maglie e Poggiardo; Area Gagliano del Capo. A livello ospedaliero, per prestazioni ad alta complessità e tecnologia, saranno coinvolte la Neurologia del “Fazzi” di Lecce e la Neurologia del “Panico” di Tricase. Spetterà poi al Centro di Ricerca Clinica in Neurologia dell’Università di Bari, con base nell’Ospedale di Tricase, chiudere il cerchio offrendo il necessario supporto scientifico.

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La Rete Parkinson si propone di ridurre la mobilità regionale ed extra-regionale dei pazienti, ma anche di limitare ed eliminare le criticità riscontrate: dalle incertezze diagnostiche (circa il 20 per cento dei pazienti non riceve una diagnosi corretta, nel 10 per cento dei casi si registrano errori diagnostici) alla carenza di adeguate strutture riabilitative passando dalla necessità di coinvolgere in modo più attivo le associazioni di volontariato e quelle dei familiari e dei pazienti, oltre che la possibilità di aumentare i momenti di formazione e informazione su questi temi.

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