"Ritardi nell'internalizzazione del 118": Cgil sollecita Asl e Regione

Il governo pugliese ha dato il via libera, ma sei mesi dopo il servizio non è ancora passato sotto l'egida di Sanitaservice. L'obiettivo del sindacato: "Garantire tutele agli operatori"

Foto di repertorio

LECCE – Internalizzazioni dei servizi sanitari in alto mare. Nella Asl di Lecce si attende ancora il passaggio del 118 sotto la guida diretta di Sanitaservice.

Ciò a dispetto delle disposizioni della Regione Puglia, pubblicate il 20 dicembre 2019 sul Bollettino ufficiale, relative alle linee guida per la gestione delle società in house.

Le stesse linee guida prevedono espressamente, infatti, la possibilità per Sanitaservice di acquisire il servizio.

“Sei mesi dopo è tutto fermo” tuona Fp Cgil che preme per l'internalizzazione della rete dell'emergenza urgenza. L'obiettivo dichiarato dal sindacato è quello di dare “sicurezza contrattuale agli operatori del 118”.

Fp Cgil ha sollecitato già due volte Regione, Asl e Sanitaservice a procedere in tale direzione. All'appello, però, manca ancora la delibera ad hoc del direttore generale di via Miglietta, Rodolfo Rollo.

“Spiace constatare come ad oggi, nonostante i vari solleciti, Regione e Asl non abbiano inteso dar corso all’internalizzazione, provvedendo a trasferire il personale coinvolto – lamentano i segretari Floriano Polimeno e Cosimo Malorgio -. Gli operatori del 118, dopo la grande prova offerta durante la pandemia, meritano certamente questo riconoscimento”.
 
Il sindacato ha fatto il punto della situazione: il servizio 118 è svolto da dipendenti diretti della Asl, lavoratori stipendiati da ditte esterne e da associazioni di volontariato. Un melting pot, quindi, di tutele contrattuali e precariato.

Conti alla mano, nella Asl di Lecce sono presenti 31 postazioni: 11 MiKe; 10 India, 6 automedica, 4 Victor. Di queste solo 6 sono gestite solo con personale Asl (autisti, infermieri, soccorritori), 1 fa capo all’ospedale di Tricase e 4 sono ibride (3 con autisti e infermieri della Asl/soccorritori della ditta; 1 con autisti Asl/soccorritori e infermieri volontari). Completano il quadro 6 automediche gestite da associazioni e 14 postazioni gestite da ditte o associazioni di volontariato.
 
“Parliamo di decine di dipendenti e di volontari che da anni, nonostante non abbiano una minima garanzia assicurativa, previdenziale ed economica, hanno garantito con serietà e professionalità il servizio ai cittadini ", puntualizzano Polimeno e Malorgio.

Il sindacato quindi chiede alla Asl di Lecce di seguire l'esempio dell'azienda sanitaria di Foggia che si è mossa con largo anticipo.

Già dal 2008, infatti, la Sanitaservice foggiana gestisce 26 postazioni e nel mese di giugno ha avviato l’iter di internalizzazione di altre 19 postazioni.

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“Foggia rappresenta un vero e proprio esempio su come garantire un servizio ai cittadini e allo stesso tempo diritti agli operatori – puntualizzano i sindacalisti -: se funziona a Foggia, non capiamo perché l’internalizzazione non debba funzionare anche a Lecce; né capiamo per quale motivo la Regione non dia indicazioni univoche e precise che valgano per tutto il territorio regionale”.

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