Rollo, da commissario a direttore della Asl. "Garantita la continuità nell'azienda"

Il medico riconfermato alla guida di via Miglietta dalla giunta regionale: si attende la nomina ufficiale. Gli auguri di Cgil, Cisl e Uil

In foto: il direttore Rollo con i sindacalisti

LECCE – Il dottor Rodolfo Rollo, già commissario straordinario, è stato designato direttore generale della Asl di Lecce.

La giunta regionale ha fatto ricadere la propria scelta sul candidato che presentava i requisiti maggiormente coerenti, rinviando la nomina ad un successivo atto formale, previa verifica dell’insussistenza delle cause di inconferibilità ed incompatibilità normativamente prescritte.

Rollo quindi, che era a capo della direzione generale di via miglietta dal mese di marzo, subentrando dopo le dimissioni di Ottavio Narracci, coinvolto in un'inchiesta giudiziaria, torna al timone in veste ufficiale.

Il medico, lo ricordiamo, dal settembre 2018 ricopriva l'incarico di direttore sanitario, sempre a Lecce. Ed è un uomo chiave nella direzione strategica della sanità locale.

Cgil, Cisl e Uil hanno immediatamente rivolto i propri auguri al neo-direttore, in attesa della nomina ufficiale, auspicando che questa soluzione possa garantire stabilità nella guida della struttura.

“Auspichiamo che la nomina dia anche continuità al proficuo lavoro compiuto al tavolo permanente sulle liste d'attesa, sul riordino della rete ospedaliera, sulla strutturazione della medicina di territorio, sull'utilizzo fondi Fesr  e sull'integrazione servizi socio - sanitari”, hanno scritto in una nota i tre confederali.

Riguardo alle liste d’attesa, e al netto dei ritardi già denunciati, i sindacati premono per mettere in campo una strategia per dare attuazione  ai principi condivisi, come quelli della continuità nella presa in carico del paziente, della diversificazione dei canali di accesso tra primo accertamento e cronicità, del principio di prossimità, della certezza nei tempi e dell'appropriatezza della cura.

“Occorre anche operare una attenta analisi del nuovo fabbisogno di prestazioni specialistiche e strumentali, alla  luce del nuovo stato demografico ed epidemiologico del territorio, rinegoziando quantità e tipologia delle prestazione rese dal privato accreditato”, hanno aggiunto.

“Anche il piano aziendale non potrà camminare da solo, ma necessiterà di una integrazione con i percorsi relativi al riordino ospedaliero, i percorsi di medicina territoriale, con particolare riferimento ai presidi territoriali di assistenza  che evidenziano ancora forti ritardi”, si legge ancora nella nota.

I sindacalisti a riguardo ricordano i precedenti incontri tenuti con i referenti aziendali di area e i responsabili di progetto, finalizzati ad analizzare le ragioni dei ritardi: “Nel prendere atto dell’affidamento della progettazione a delle società esterne, continueremo  a vigilare e a sollecitare affinché si dia immediato corso alla fase di verifica di sostenibilità e di avvio delle progettazioni esecutive”.

“Solo la tempestività negli interventi potrà garantire il pieno e qualificato  utilizzo di tali risorse – hanno concluso -. La ripresa del confronto, già programmata per i primi di settembre, deve rappresentare un ulteriore passo in avanti rispetto al lavoro fin qui svolto congiuntamente”.

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