Giovedì, 5 Agosto 2021
Salute

Sacro Cuore, servizio immunotrasfusionale a pieno regime. “Eravamo pronti da mesi”

La Asl ha confermato che il centro, rinnovato e accreditato, da oggi è tornato a regime dopo la recente riorganizzazione della rete trasfusionale. Gallipoli e Scorrano confermate Unità operative semplici dipartimentali. Ora serve personale nel pronto soccorso

GALLIPOLI - La svolta è arrivata nelle scorse ore e da questa mattina il Centro trasfusionale dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù”, chiuso ormai da oltre due anni, o quanto meno operativo parzialmente, riapre i battenti e torna a regime sulla base della nuova comunicazione della riorganizzazione della rete trasfusionale provinciale disposta dal direttore del Dipartimento di medicina trasfusionale della Asl di Lecce, Nicola Di Renzo.

Il pressing reiterato degli operatori sanitari e delle organizzazioni sindacali ha sbloccato la situazione relativa all’attivazione delle unità operative dei centri trasfusionali presso gli ospedali della provincia che fanno capo a Lecce e che sulla base della indicazione del piano sanitario della Regione individua quali Unità operative semplici dipartimentali i centri degli ospedali di Gallipoli e  Scorrano e quali centri di raccolta tutti gli altri dei restanti nosocomi.

Il Centro trasfusionale dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” era rimasto “congelato” benché i lavori di ristrutturazione fossero ormai completati da diversi mesi. E anche la direzione generale della  Asl ha comunicato che “dopo poco più di tre anni di parziale attività, riprendono da oggi tutte le attività del Servizio immunotrasfusionale dell'ospedale di Gallipoli”.

La riduzione delle attività si era resa necessaria per consentire la ristrutturazione del centro, risultato non idoneo alla visita ispettiva per l’accreditamento regionale, senza il quale nessuna struttura trasfusionale può svolgere tutte le attività che comprendono la raccolta di sangue intero e plasma, l'assegnazione e la distribuzione degli emocomponenti (globuli rossi concentrati, piastrine e plasma), l'ambulatorio trasfusionale.

Infatti, come spiegato nel dettaglio dalla direzione generale, dal marzo del 2018 presso il centro trasfusionale di Gallipoli è stato comunque possibile effettuare donazioni di sangue e plasma ed è sempre stato attivo l’ambulatorio trasfusionale per i pazienti non ricoverati che avevano necessità di trasfusioni e l'ambulatorio infusionale per i pazienti che avevano necessità di sottoporsi a terapie endovenose come ferro o immunoglobuline.

Da oggi invece, oltre a queste attività mai interrotte, il servizio immunotrasfusionale  dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” potrà anche assegnare e distribuire gli emocomponenti ai pazienti dei presidi di Gallipoli e Casarano come prevede la relativa delibera del 2017 della Regione Puglia.

Con la nuova riorganizzazione della rete trasfusionale la Asl ha dato il via libera al ripristino dell’unità dell’ospedale gallipolino a partire proprio da questa mattina. A presenziare alla nuova fase di riapertura del Centro trasfusionale il responsabile medico Gianfranco Sacquegna, con il direttore medico dell’ospedale Egidio Dell’Angelo Custode, il sindaco Stefano Minerva e il presidente dell’associazione pro ospedale, Giacinto Scigliuzzo.

E un’altra emergenza con la quale ogni anno il presidio dell’ospedale “Sacro Cuore” deve fare i conti è quella del personale medico, sanitario e ausiliaro in forza al pronto soccorso.

“Un’altra priorità sulla quale solleciteremo i vertici della Asl” incalza il presidente dell’associazione Ospedale Sacro Cuore di Gesù, Giacinto Scigliuzzo, “mentre per il Centro trasfusionale è appena il caso di ricordare che l’indisponibilità di tale servizio sino ad oggi ha limitato l’utilizzo delle sale operatorie, rallentato gli interventi in favore dell’utenza che ha bisogno di trasfusioni di sangue, limitato il ricorso alle donazioni di sangue e alla disponibilità di emoderivati, il tutto aggravando anche i costi di gestione dell’ospedale. Da oggi finalmente si riapre a pieno regime, noi eravamo già pronti da mesi”.

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