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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Salute

Salento, boom di tumori: nel 2018 sono stati 5mila i malati e 2mila 340 i deceduti

Presentato il progetto degli Stati generali realizzato in collaborazione con Asl, Provincia e scuole che punta sulla prevenzione. L'ospite d'onore, in un'aula gremita, il professor Silvio Garattini, 93 anni, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”

LECCE – Il Salento, in materia di salute, era un'isola felice. Almeno fino a pochi anni or sono. Ora il trend sembra essersi bruscamente invertito: nel 2018, infatti, si sono ammalate di cancro circa 5mila persone e ne sono morte 2mila 340. In tutta Italia si sono registrati 187mila decessi, stando ai dati Istat. E il Sud del Paese è proprio la porzione più martoriata dall'incidenza dei decessi.

“Questi dati sono severi e contraddicono certi toni trionfalistici della medicina che parla del 50 percento di guarigioni, ma non spiega l'intero fenomeno: accanto all'indice positivo delle guarigioni c'è infatti l'indice negativo dell'esplosione dell'incidenza – ha spiegato Giuseppe Serravezza, direttore scientifico della Lilt Lecce -. Una strategia intelligente e responsabile non  può puntare tutte le risorse solo sul fronte della cura della malattia: servono interventi per evitare che la gente si ammali, agendo sulle cause che vanno ricercate”.

Secondo il noto oncologo salentino, “il mercato dell'industria farmaceutrica ha bisogno dei malati e non ha interesse a ridurre quel numero”.

03_Il prof SILVIO GARATTINI con gli oncologi LILT LECCE Giuseppe Serravezza (a sinistra, resp scientifico Lilt Lecce) e Carmine Cerullo (presidente Lilt provinciale)-2

Al contrario, quindi, un'azione sinergica di prevenzione primaria ed efficace, che agisca sugli stili di vita, promuovendo una sana alimentazione, l'attività fisica e lo stop ad abitudini nocive, come quella del fumo, “riduce invece il numero dei malati e avvantaggia il servizio sanitario nazionale; dobbiamo cambiare l'approccio culturale al problema, lavorando non solo sui pazienti, ma puntando anche alla salvaguardia della salute pubblica.”.

Il concetto di prevenzione, che parta dalla giovani generazioni, è il fulcro della discussione che ruota intorno ai primi “Stati generali della prevenzione dei tumori nel Salento” organizzato dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) di Lecce e presentato oggi nel centro Ecotekne dell’Universita? del Salento.

Il progetto che ha coinvolto UniSalento, la Asl di Lecce, l’ufficio scolastico provinciale, la Provincia di Lecce, con la partecipazione di numerosi ordini professionali, sindacati, associazioni ambientaliste è stato condotto tra la fine del 2019 e il 2021 con l'obiettivo di tracciare le linee di una politica di prevenzione che abbracci tutti gli aspetti del problema: dai comportamenti individuali all'ambiente, dal mondo del lavoro all'educazione dei ragazzi. Al termine dei lavori è stato prodotto un libro bianco che contiene un piano di prevenzione completo, con la collaborazione di Unisalento che è stato partner scientifico nei dieci laboratori.

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Lo studio ha coinvolto direttamente le scuole e i suoi studenti che si sono espressi sulle iniziative che, a loro giudizio, dovrebbero essere intraprese.

L'ospite d'onore della presentazione odierna del progetto, in un'aula gremita di cittadini e rappresentanti delle istituzioni, è stato il professor Silvio Garattini, 93 anni, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” che ha tenuto una lezione magistrale sul tema “Il futuro della nostra salute”.

“Consegniamo oggi alla Regione Puglia e a tutte le Istituzioni presenti i risultati di un lungo lavoro di concertazione scientifica e sociale sul tema della Prevenzione dei tumori, che abbiamo riassunto nel libro bianco e nella risoluzione finale degli Sgpt, una vera e propria proposta di azione, quest’ultima, che ci auguriamo possa ispirare le future azioni politiche dei Governi ai vari livelli, affinché si creino davvero le condizioni per una cultura collettiva della prevenzione del cancro, non solo secondaria e terziaria, ma anche e soprattutto primaria”, hanno detto gli oncologi Carmine Cerullo e Giuseppe Serravezza, rispettivamente presidente e direttore scientifico della Lilt di Lecce.

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Per i saluti hanno preso la parola il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco, entrambi in collegamento da remoto, poi il presidente nazionale Lilt Francesco Schittulli, la presidente del neonato Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia MedTec dell’Università del Salento Luisa Siculella, il direttore generale dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo, il presidente dell’Ordine dei medici Donato De Giorgi, il consigliere provinciale delegato alla Tutela e valorizzazione ambientale Fabio Tarantino ed il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini.

È seguita la lezione magistrale di Silvio Garattini: “Più del 50 per cento delle malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca, respiratoria, renale e così via) sono evitabili, - ha detto - come pure il 30 per cento delle demenze senili e più del 70 per cento dei tumori, eppure muoiono 150mila persone all’anno di tumore in Italia. Basterebbe adottare i cosiddetti buoni stili di vita (niente sigarette, alcol, sedentarietà, sana alimentazione, ecc.), che dipendono da noi e dalla società civile che deve facilitarne la realizzazione. La prevenzione deve cominciare dalla scuola, deve permeare la formazione del medico e di dirigenti sanitari e deve rappresentare una priorità. La comparsa delle malattie deve essere considerata il fallimento della medicina”. Garattini ha quindi evidenziato quanto in Italia la Prevenzione “sia del tutto trascurata, essendo piu? semplice ed economicamente vantaggioso sviluppare ricerca sul fronte delle terapie”.

“La prevenzione è qualcosa che abbiamo dimenticato in Medicina, - ha rimarcato - non ne parliamo perché la Prevenzione è in netto conflitto di interessi col mercato. La Prevenzione taglia il mercato perché evita malattie, la maggior parte delle malattie non piove dal cielo, ma siamo noi che ce le autoinfliggiamo e magari poi ci lamentiamo perché arrivano”.  

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Il farmacologo ha poi affrontato diversi temi, da quello dell’abuso di integratori, “che fanno bene solo a chi li vende, perché a chi li compra basterebbe correggere il tipo di alimenti che consuma”, alla mancanza di informazione e ricerca scientifica indipendenti.

Un ampio passaggio della sua lectio è stato dedicato, inoltre, al ruolo fondamentale del sistema sanitario nazionale (Ssn) e dei cambiamenti necessari.

“Il futuro della nostra salute – ha affermato - dipende molto dal nostro servizio sanitario nazionale, un bene straordinario di cui pochi conoscono il vantaggio, perché non sanno cosa c’era prima del Ssn. Dobbiamo migliorarlo, potenziarlo, perché il covid ci ha sicuramente fatto vedere meglio alcune aree di debolezza. Occorre investire di più e meglio, ad esempio, nella medicina del territorio, creando le cosiddette case della comunità o della salute dove mettere insieme più medici che collaborino per mantenere aperti gli ambulatori sette giorni alla settimana”.

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Il presidente del “Mario Negri” ha concluso con un’esortazione ad “esportare a livello nazionale progetti come questo proposto dalla Lilt di Lecce, per attuare una vera e propria rivoluzione culturale sul tema della prevenzione dei tumori”.

Il convegno è proseguito con la presentazione dei risultati delle tre azioni previste dal progetto. Il sociologo Luigi Spedicato, coordinatore del progetto per l’università del Salento, ha illustrato il lavoro svolto nell’ambito dei dieci laboratori tematici sulla prevenzione dei tumori che hanno visto la partecipazione di numerosi docenti dell’ateneo unitamente ai rappresentanti di ordini professionali, associazioni di categoria, sindacati ed altre associazioni territoriali.

Anna Lucia Rapanà, psicologa e formatrice Lilt Lecce, ha parlato del grande lavoro svolto dagli operatori Lilt nelle scuole durante l’anno scolastico 2020/2021, presso 25 istituti comprensivi della provincia e con studenti tra i 9 e i 14 anni, chiamati a riflettere sul tema della prevenzione primaria, in particolare sui fattori di rischio comportamentali ed ambientali, e ad avanzare proposte nell’ambito del “Parlamento dei ragazzi”. Infine, Giovanni Zizzari, consulente informatico e data manager, ha illustrato i risultati della consultazione on line sui temi della prevenzione.

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