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Sicurezza delle guardie mediche: Il Piano dell'Asl incassa l'ok del Comitato provinciale

Le misure previste dalla Asl presentate in prefettura ai membri del Comitato per l'ordine pubblico. Dal 1° giugno i medici saranno scortati dagli autisti: 15 i veicoli già disponibili

LECCE – Accompagnamento al domicilio per i medici, messa in sicurezza delle sedi e corsi di aggiornamento obbligatori sulla sicurezza: questa la “ricetta” messa a punto dalla Asl per fronteggiare il problema della sicurezza negli ambulatori di guardia medica.

Il Piano, già presentato al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, è stato sottoposto al vaglio del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione, convocata in prefettura, erano presenti il direttore generale e il direttore amministrativo della Asl Lecce, Ottavio Narracci e Antonio Pastore, insieme al presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi. Insieme al prefetto, Claudio Palomba anche il procuratore capo di Lecce, Leone De Catris, il questore Leopoldo Laricchia, il procuratore generale della Repubblica, Antonio Maruccia, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giampaolo Zanchi e quello della guardia di finanza, il colonnello Bruno Salsano.

“La Asl ha già prodotto gli atti amministrativi che entreranno in vigore, come preannunciato, dal 1° giugno”, ha spiegato Narracci. La misura più innovativa, tra le altre, consiste nel servizio di accompagnamento dei medici per le visite al domicilio che saranno collegati con l'autovettura esterna per mezzo di un dispositivo elettronico.

Il servizio sarà gestito dalla ditta Tundo srl, con affidamento diretto per due mesi, prima di procedere con il bando di gara che avrà la durata di 10 mesi.

“Considerata l’urgenza, abbiamo affidato direttamente il servizio, per i prossimi due mesi e nelle forme previste dal codice degli appalti, a chi già forniva servizi di logistica e trasporto per conto dell’azienda sanitaria locale – ha precisato il direttore -. Nel bando di gara è prevista anche la possibilità che il personale che guidi la macchina possa avere la qualifica di Oss per poter accompagnare il medico all’interno del domicilio”.

Per ora, quindi, le 62 sedi di guardia medica della provincia avranno a disposizione 15 autoveicoli che serviranno l’intera rete degli ambulatori: due equipaggi a disposizioni per i distretti più grandi; uno per quelli di dimensioni minori mentre il solo distretto di Gagliano del Capo ne avrà 3, poiché serve un bacino d’utenza più numeroso.

All’inizio del prossimo mese sarà formalizzata anche l’apertura degli ambulatori di guardia medica fino alle 22.30: da quell’orario in poi i medici potranno soltanto rispondere alle chiamate telefoniche ed uscire in visita domiciliare.

Tra gli altri provvedimenti, già in vigore, si conta l’estensione a tutte le sedi del territorio dei servizi di connettività aziendale, compresa la rete digitale che consente il riconoscimento dei numeri telefonici.

Dal 25 al 30 giugno è calendarizzato un corso di formazione obbligatorio per i medici sulla gestione delle situazioni di pericolo: una misura che fa parte del un protocollo di formazione aziendale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Un altro provvedimento importante riguarda la messa in sicurezza delle sedi di guardia medica che devono essere omologate ai parametri previsti – ha puntualizzato Narracci -. Il dipartimento di Prevenzione della Asl ha ultimato lo screening delle sedi, stilando una mappa dei punti critici su cui intervenire”.

Questo in vista di un probabile accorpamento delle sedi delle guardie mediche, ipotesi formulata dalla Asl di Lecce e ora al vaglio del dipartimento della Salute della Regione Puglia.

Il presidente De Giorgi si è soddisfatto del risultato raggiunto grazie ad un metodo condiviso con tutti, compresa Aress ed Anci Puglia. “Ora però – ha aggiunto - dobbiamo guardare avanti, predisponendo la chiusura immediata delle sedi che non sono a norma e accorpando le altre”.

De Giorgi ha spiegato che, anche in virtù delle denunce dei mass media, il discorso della violenza sui medici si è identificato sui medici di guardia medica, mentre rappresenta solamente il 15 percento dei casi: “Le aggressioni sono diffuse ovunque, soprattutto nei Pronto soccorso, nel servizio 118, nei reparti, negli ambulatori”.

“Il problema della sicurezza con può essere diviso dal tema della dignità lavorativa: solo così la continuità assistenziale può avere ruolo e significato, facendola uscire dalla palude mentale di chi la vorrebbe relegare in una sorta di limbo professionale per giovani medici di serie B, che ancora non riescono ad avere una attività lavorativa migliore”, ha concluso il presidente.

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