Covid, ma non solo: “Nella Rsa serve coordinatore della Protezione civile”

Emergenza alta, nonostante l'invio di personale. La direttrice in quarantena. Gli anziani hanno bisogni precisi e manca una guida

SOLETO – In quella struttura vi sono ospiti sopravvissuti a due conflitti mondiali, il cui destino è però ora messo a repentaglio da un nemico talmente minuscolo da essere invisibile, eppure non meno minaccioso dei proiettili. Ma non solo. Perché il Covid-19 non è il problema, ma uno dei problemi. Al di là della positività accertata in cinque anziani e dell’eventualità che altri possano essere contagiati, qualora il virus fosse ancora in incubazione nei loro organismi, vi sono le necessità, le urgenze, le patologie gravi o i deficit cognitivi che quelle donne e quegli uomini si portano dietro insieme al peso dell’età e che hanno bisogno di specifiche attenzioni.

Un sostegno è arrivato, certo, e non poteva essere altrimenti, ma quello che manca, soprattutto, è un coordinamento preciso in una fase molto delicata. Ogni singolo paziente – e sono oltre ottanta, ancora, all’interno - ha bisogni che difficilmente si possono assolvere, senza il conforto del personale abituale della struttura. Ecco perché l’amministrazione della residenza socio assistenziale La Fontanella di Soleto, in un comunicato stampa, spiega oggi che “nonostante l’intervento e l’impegno da parte del Comune di Soleto e dei medici dell’Asl di Lecce e Galatina, che hanno preso in carico la situazione aiutando la struttura a fronteggiare l’emergenza, in questo momento agli ospiti della residenza non è garantita l’assistenza perché tutto il personale è in quarantena”. Fatto, questo, ben noto, motivo per cui la situazione è precipitata dall’oggi al domani e che ha portato a un accorato appello per la ricerca di nuovo personale. Ma questo non è bastato, fanno sapere, ancora, da La Fontanella.

"Il quadro resta preoccupante"

“Il quadro – dicono - rimane preoccupante e il direttivo della residenza  rivolge un pubblico e disperato appello al governatore Michele Emiliano: di nominare immediatamente un coordinatore della Protezione civile per affrontare e gestire questo stato di emergenza”.
“Lo stesso presidente Emiliano, in un colloquio telefonico con la direttrice della struttura, Federica Cantore, intercorso domenica sera – conclude la nota - ha garantito il pieno impegno della Regione. Ma purtroppo, sino ad ora, siamo ancora soli e disperati”.

A margine di questa nota, LeccePrima ha contattato direttamente la direttrice Cantore, che peraltro, pur essendo un’amministrativa, è a sua volta confinata in quarantena (e quindi impossibilitata a seguire da vicino le evoluzioni e a coordinare adeguatamente), per avere un quadro più preciso di quanto sta avvenendo all’interno. “Gli oss (operatori socio sanitari, ndr) sono stati mandati, gli infermieri ci sono, abbiamo la presenza di due medici”, spiega. “Ieri, certo, la situazione è stata ancor più drammatica. Ma stanotte gli oss sono venuti con il medico, l’Asl si sta impegnando, ma nella struttura c’è bisogno di mantenere un collegamento, il personale deve essere coordinato”. Ed è il nodo principale.

Chi sta operando in questo momento all’interno, infatti, si è trovato a gestire all’improvviso una situazione di assoluta emergenza, sapendo ben poco delle storie individuali. Vi sono pazienti affetti da demenza, per esempio, che non sono in grado di riferire nome e cognome. “Un oss, un medico e un infermiere, come fanno a sapere di preciso cosa occorre ai pazienti, anche solo come mangiano, se solido o frullato? Ecco perché serve che qualcuno stili un piano di emergenza straordinario. Occorrono schede vicine a ogni letto, con generalità, patologie e tutto ciò di cui hanno bisogno i pazienti”.

Il cibo arriva, ma manca coordinamento

Il cibo, per dirne una, non è mai mancato, perché la residenza ha un contratto con Turigest. “Ma se non riesco a comunicare con nessuno, come faccio a indicare cosa mangiano i singoli pazienti – spiega la direttrice -, dove sono i pannoloni, il cotone e tutto ciò che serve? Se il cibo non viene distribuito secondo le singole esigenze, rischia persino di andare buttato”.               

“Il direttore generale dell’Asl e il direttore del distretto, stanno abbracciando la situazione, ne siamo grati e sappiamo bene che c’è un’emergenza più ampia che riguarda gli stessi ospedali”, aggiunge la direttrice. Ma ora, a suo avviso, ci sarebbe da compiere quel passo in più per evitare che tutte le energie vadano sprecate. E lo spiega con un esempio concreto che da solo mostra quanto sia complesso il caso: “Ieri sono stata contattata dal medico che si trovava all’interno a causa di un paziente che si stava sentendo male. Non sapeva nemmeno come si chiamasse. ‘Se le faccio vedere questa persona’, ma ha domandato, ‘lei la riconosce’?”

In tutto questo, vi sono le famiglie, sempre più in ansia. La direttrice spiega che non ci sono state contestazioni, il problema è ben chiaro a tutti, non si tratta certo di un disservizio aziendale. Ma anche loro, giustamente, vogliono riposte precise. “Abbiamo sempre lavorato bene, come tutti abbiamo pregi e difetti, ma non abbiamo mai provocato disservizi ”, dice, con rammarico. “Parente, paziente, personale. Sono le tre P attorno alle quali ruota tutto. Così si compone una struttura per anziani”. E dietro a queste parole, si avverte l’esigenza di continuare a operare a regime, per quanto possibile, davanti a un gigantesco imprevisto che ha toccato questa residenza, nel Salento, come altre sparse in Italia. E per andare a regime, “occorre studiare i casi, uno per uno”.

Una situazione caotica che deve essere gestita

Per capire cosa stia avvenendo in queste ore, basti pensare alla giornata di oggi. Questa mattina alle 7,30 hanno preso servizio ne La Fontanella nove oss, due dei quali sono andati via intorno alle 12,20. Nel frattempo, alle 10,20, erano arrivati due infermieri inviati dall’Asl, a loro volta andati via alle 13,20, e n’è rimasto un terzo della ditta Tundo. Vi erano, poi, un medico dell’Asl e un altro di fiducia della direttrice, che si è prestato nella necessità, e che ha iniziato a fornire disposizioni usando un elenco da lei stilato su un foglio. Nel frattempo, nel corso della nottata, per un paziente è stato necessario il trasporto in ospedale e la famiglia non ne era nemmeno al corrente. Una situazione caotica, insomma, in cui tutti danno il meglio, ma urge, appunto, una conduzione lineare.

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Come si sia arrivati a questo, è presto detto. Il campanello d’allarme, a Soleto, è scattato la mattina di sabato 21 marzo. Un’anziana ospite di 95 anni, risultata positiva e trasportata in ospedale, a Lecce, è poi, purtroppo, deceduta. E’ stata la direttrice stessa a contattare l’ufficio d’igiene dell’Asl. Dopodiché, i tamponi hanno dato esito positivo per cinque ospiti e quattro dipendenti della struttura, mentre altri diciassette operatori sono risultati negativi. Ma i test, ovviamente, dovranno essere eseguiti di nuovo per escludere che casi ancora nascosti non esplodano all’improvviso. Nel frattempo, il sindaco Graziano Vantaggiato ha preso a sua volta in mano la situazione, per quanto a lui possibile, non solo con sopralluoghi, ma anche emanando un’ordinanza rivolta alla direzione generale dell’Asl, affinché assumesse iniziative per frenare l’emergenza.

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