Stress e carichi di lavoro nei reparti. Cgil: "Così l'ospedale di Scorrano rischia il collasso"

Il sindacato ha fatto il punto della situazione: aumentano i pazienti e le prestazioni mediche, ma il personale non basta. "Saltano i turni e a peggiorare le cose c'è l'extra locazione"

Foto di repertorio: l'ospedale di Scorrano

SCORRANO – Aumentano i carichi di lavoro ma non il personale sanitario che invece tende ad assottigliarsi sempre più. A lanciare l'allarme sulla “grave carenza” di lavoratori nell'ospedale di Scorrano è la Funzione pubblica Cgil. Il segretario Floriano Polimeno ha preso carta e penna per redigere un dettaglio report sullo stato del “Veris Delli Ponti”, inviato ai vertici della Asl di Lecce e al direttore medico del presidio ospedaliero.

I conti, a detta del sindacalista, non tornano: il flusso dei pazienti è in costante crescita, così come dimostrato dal numero di prestazioni registrato al pronto soccorso e dall'aumento delle attività dell'area chirurgica, dell’area medica e della sala operatoria.

La conseguenza ovvia è stata un aumento dei carichi di lavoro che il personale medico e infermieristico sopporta a fatica, in tutti i reparti.

La ciliegina sulla torta è quella del ben noto fenomeno dell'extra locazione: sono stati infatti aggiunti posti letto per pazienti di pertinenza medica nei reparti di Ortopedia, Chirurgia e Ostetricia. “Una scelta che sta causando un alto livello di  stress lavorativo e che mette a dura prova la resistenza fisica e psichica di tutti”, commenta Polimeno.

Il carico è tale che non è sempre possibile garantire un turno completo di personale infermieristico e di operatori sociosanitari. E ciò avviene tanto nei servizi di diagnosi quanto nelle aree di degenza.

Il report analizza anche la situazione del reparto di Medicina e lungodegenza: “Qui la carenza di personale medico e infermieristico è diventata sempre più grave – osserva il sindacalista -. Il reparto conta ben 52 posti letto distribuiti su 2 piani, un numero di posti letto funzionanti che va oltre il numero previsto e deliberato dalla giunta regionale con il nuovo piano ospedaliero. E anche i 7 pensionamenti degli ultimi anni non sono stati rimpiazzati”.

Per consentire la regolare turnazione quotidiana sarebbero quindi necessari 5 infermieri in più e altri Oss.
 
Un discorso a parte è quello della dirigenza medica: “I pazienti quotidianamente raggiungono un numero di circa 70 e si registrano 12-15 pazienti extralocati in altri reparti,  oltre alle continue richieste del pronto soccorso di consulenze internistiche. Diventa perciò urgente l’assegnazione di almeno 3 dirigenti medici”.

La Fp Cgil è fortemente preoccupata e si chiede “come sia possibile che le richieste di personale siano ancora disattese, al punto che nell’ultimo semestre del 2018 non sono state adottate neppure le sostituzioni di personale, assente per malattia lunga o maternità”.

Il sindacato denuncia anche di ricevuto numerose segnalazioni da parte di infermieri che affermavano di essere stati chiamati a svolgere, in reparto, mansioni proprie del personale Oss. Mansioni alle quali non sono tenuti: “Tale comportamento costituisce un illegittimo demansionamento, che l’ente ospedaliero non può e non deve perpetrare. Il cittadino ha diritto a prestazioni ospedaliere di qualità, erogate in sicurezza: tutto ciò può essere garantito  solo se tutte le figure sanitarie sono messe nelle migliori condizioni lavorative”.  

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Le difficoltà finora sono state affrontate con grande spirito di sacrificio ma il presidio ospedaliero di Scorrano, secondo il sindacato, deve essere messo nelle condizioni di diventare un dipartimento di emergenza/urgenza e accettazione (Dea) di I livello e quindi di offrire le prestazioni previste, così come sancito dal piano di riordino regionale. “Se la situazione rimane così, il Veris Delli Ponti rischia di collassare”, conclude Polimeno.

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