Terapia al plasma: i primi 14 campioni di siero in viaggio verso Padova

Entro sette giorni si saprà se i soggetti sono idonei alla donazione di plasma iperimmune con cui curare i pazienti affetti dal nuovo ceppo di Coronavirus. Michele Emiliano intende coinvolgere tutti gli ospedali Covid pugliesi

Foto di repertorio

LECCE – Guarire dal coronavirus e aiutare contemporaneamente gli infetti a uscire dall'incubo della malattia: è la prospettiva aperta dalla ormai nota terapia del plasma iperimmune sperimentata nell'ospedale “Carlo Poma” di Mantova dal dottor Giuseppe De Donno, originario di Maglie, primario di Pneumologia. La terapia con il plasma, già utilizzata per Ebola e Sars, è una immunoterapia passiva sperimentale e consiste nella somministrazione al paziente degli anticorpi presenti nel plasma dei pazienti guariti. Oltre che a Mantova e Pavia, è attualmente utilizzata a Padova.

La Regione Puglia ha avviato la medesima sperimentazione al Policlinico di Bari e il governatore, Michele Emiliano, ha annunciato che sarà estesa a tutti gli ospedali Covid pugliesi, quindi anche nel Salento. Intanto, questa mattina, dal centro trasfusionale del Policlinico sono partiti i primi 14 campioni di siero prelevati dai pazienti guariti.

I campioni sono stati inviati al laboratorio di microbiologia di Padova per essere analizzati.

L'obiettivo è quello di stabilire l'idoneità dei soggetti alla donazione. Entro 7 giorni sarà quindi comunicato il dato fondante di questa analisi, ovvero la quantità di anticorpi anti-Sars-CoV-2 attivi. Se l'esito sarà positivo, i donatori saranno riconvocati per il prelievo e la donazione di plasma in aferesi. Nel laboratorio del centro trasfusionale Policlinico di Bari si procederà all'inattivazione virale del plasma e saranno eseguite le altre procedure per l'avvio della sperimentazione della cura sui pazienti con forme moderate o severe, ricoverati nei Covid Hospital della Puglia.

La sperimentazione è stata possibile grazie all'approvazione dal comitato etico del Policlinico di Bari dello studio interventistico per valutare l'efficacia e la sicurezza dell'immunoterapia passiva e grazie alla convenzione stipulata con l'azienda ospedaliera universitaria di Padova per le prime analisi.

Un laboratorio pugliese per la sperimentazione della terapia

Anche la Puglia avrà a disposizione un proprio laboratorio per la sperimentazione della terapia: lo ha reso noto Emiliano, spiegando che l'Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata sta completando gli adeguamenti organizzativi necessari all'esecuzione del test.

L'intenzione è quella di allargare la sperimentazione a tutti i reparti Covid pugliesi, individuati dal piano ospedaliero dell’emergenza. “La particolarità del protocollo della Regione Puglia – ha precisato Emiliano - è che non ci si è limitati ad individuare un solo ospedale, abbiamo inteso coinvolgere tutti gli ospedali inseriti nella rete ospedaliera Covid: ciò significa che potremo estendere la sperimentazione su tutto il territorio regionale”.

“La battaglia contro il Covid passa così dalla difesa e dalla prevenzione, all’attacco, attraverso la ricerca”, ha dichiarato il governatore, sottolineando come in Italia siano pochissimi i laboratori per la determinazione del titolo di  anticorpi neutralizzanti.

La sperimentazione al Policlinico di Bari

Il comitato etico del Policlinico di Bari  il 10 aprile ha approvato tempestivamente il protocollo “Studio interventistico per valutare l’efficacia e la sicurezza della immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione Covid-19".

Il 16 aprile è stato approvato in via definitiva dal Centro nazionale sangue. Secondo una prima stima del direttore del Centro regionale sangue, si contano già 50 pazienti guariti, quindi potenziali  donatori, dimessi dal Policlinico oltre i pazienti dimessi dagli altri ospedali Covid regionali. 

La collaborazione con l'azienda ospedaliera di Padova

“Stiamo ricevendo una buona risposta dai donatori che si stanno mettendo a disposizione per l'attività di screening iniziale – ha fatto sapere il dottor Angelo Ostuni, direttore del servizio trasfusionale del Policlinico e del centro regionale sangue -. A loro va tutto il nostro ringraziamento. Ringrazio anche i colleghi dei laboratori di immunoematologia, dell’istituto di igiene, patologia clinica e tutti coloro che partecipano a questa ricerca”.   

“Solo attraverso uno sforzo condiviso tra clinici e ricercatori riusciremo a consolidare il risultato ottenuto nella prima fase emergenziale  – ha aggiunto il direttore generale Giovanni Migliore -: i professionisti del Policlinico ancora una volta si distinguono per la capacità di offrire le migliori cure ai nostri pazienti, coniugando innovazione ed eccellenza. Un grazie all’amico Luciano Flor, direttore del Policlinico di Padova, per aver immediatamente accettato con entusiasmo la nostra proposta di collaborazione.”

“La grande capacità del servizio sanitario nazionale si esprime coi fatti – ha concluso il direttore del Policlinico di Padova, Luciano Flor -. E la collaborazione tra aziende sanitarie per garantire a tutti i pazienti le migliori opzioni di cura oggi disponibili sono la migliore testimonianza che possiamo offrire. Mai come ora insieme ce la faremo”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Fanno sesso, poi diffonde i video e affigge immagini: revenge porn, incastrato

  • “L’eredità”, il concorrente leccese batte il record di puntate da vincitore

  • Mauro Romano, chiuse le indagini sull’ex barbiere: sequestro di persona

  • Rapine con autovetture rubate anche durante il lockdown: in tre agli arresti

  • Scampato a un agguato con Kalashnikov, accoltella un uomo per motivi di viabilità

  • Debito di droga si trasforma in incubo: lo minacciano davanti al nipote, tre in manette

Torna su
LeccePrima è in caricamento