"Test sierologici rapidi per far ripartire anche l'economia"

L'imprenditore Raone ha finanziato un progetto pilota privato all'ospedale di Copertino su un campione di 200 persone. La equipe del dottor Chiavaroli, con l'aiuto di Cri, continuerà in altre località

LECCE – Per rimettere in moto la macchina economica del Paese (e quindi del Salento), in tempi rapidi, è necessario ricostruire il quadro della diffusione del coronavirus nella popolazione. Come costruire questa mappa?

“Partendo dai risultati ottenuti dai test sierologici rapidi: uno strumento essenziale per la prevenzione della diffusione del Covid-19”: questa è la ricetta emersa durante una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, in diretta su facebook, presso l'hotel 8+ di Lecce.

Sono intervenuti il dottor Roberto Chiavaroli, virologo ed infettivologo, l'imprenditore Antonio Raone che ha promosso e finanziato la ricerca e la prassi sui test sierologici rapidi, la dottoressa Mimma Antonaci, delegata alla comunicazione del comitato Croce Rossa di Lecce e il cardiologo Francesco Cito. A differenza del tampone, lo strumento di primordine che individua all'istante la presenza del coronavirus all’interno delle mucose respiratorie, i test sierologici servono ad individuare i soggetti che sono entrati in contatto con il virus.

La loro affidabilità non è ancora stata certificata al 100 percento, ma questi test potrebbero essere utili nella pianificazione della fase post chiusura, per tornare gradualmente alla normalità. I test sierologici, già adottati massicciamente in Germania allo scopo di fare screening di massa, possono essere di due tipi: quelli rapidi stabiliscono se un soggetto ha prodotto anticorpi e quindi è entrato in contatto con il virus analizzando una semplice goccia di sangue, ottenuta per digitopuntura.

Il test sierologico, lo ricordiamo, cerca gli anticorpi o immunoglobuline IgM e IgG, che indicano la situazione della persona rispetto all’infezione. Se vengono rilevate le IgM l’infezione è recente ed in corso.  

Il progetto pilota privato nel Salento

Nel Salento è partito uno studio pilota privato, svincolato dalla Asl di Lecce, totalmente finanziato dall'imprenditore Antonio Raone. L'equipe medica che si occupa di somministrare i test rapidi è coordinata dal dottor Chiavaroli. Al progetto collabora la Croce Rossa italiana che ha messo a disposizione un camper per effettuare il test sulla popolazione e continuerà a farlo nei prossimi giorni, nelle zone di Gallipoli, Presicce e Acquarica.

I primi risultati si sono avuti dopo le analisi effettuate all'ospedale di Copertino su 200 operatori, in un arco di tempo che va dal 30 aprile al 12 maggio: 194 sono stati i risultati negativi al Covid mentre 17 di questi hanno sviluppato una risposta anticorpale. Un caso su questi 17 è particolarmente interessante, perché la positività al virus è stata rilevata tramite il test sierologico e non mediante il tampone.

chiavaroli-2“Questo caso indica una possibilità: cioè può essere che chi ha sviluppato gli anticorpi di una pregressa infezione abbia ancora in circolo il virus”, ha spiegato il dottor Chiavaroli. “Questo test si può adottare su larga scala perché è sufficiente pungere un dito: i positivi possono essere poi sottoposti a tampone e quest'operazione ci permette di individuare i portatori del virus che altrimenti non avremmo scoperto”.

Secondo l'imprenditore Raone è necessaria una mappatura dei contagi per accelerare i tempi della ripartenza: “I danni economici prodotti dalla diffusione del Covid sono sotto gli occhi di tutti e sono forti le resistenze psicologiche delle persone, incerte sul come muoversi. Chi ha un'attività commerciale è stato invitato a riaprire l'impresa, ma a proprie spese, e troppe saracinesche rimarranno ancora abbassate”.

Raone, che ha finanziato il progetto, ha invitato la Regione Puglia ad attrezzarsi in questa direzione: “Propongo un suggerimento al governo barese che probabilmente ha difficoltà a reperire questi test sul mercato, perché magari hanno un costo elevato: quello di rivolgersi alle multinazionali farmaceutiche chiedendo un aiuto e una donazione. Del resto possiamo anche pretendere che ci diano una mano, considerando che la Puglia è la 3° Regione in Italia per la spesa in farmaci”.

L'imprenditore ha anche proposto all'esecutivo nazionale di detassare la produzione delle mascherine per evitare che le imprese italiane, dovendo sostenere alti costi, escano fuori mercato. “Ora come ora abbiamo problemi anche ad importare i dispositivi di protezione. Finora è mancata la programmazione; invece producendo a costo zero ora avremmo già a disposizione un quantitativo sufficiente di mascherine per tutti, al prezzo fissato di 50 centesimi”.

Il progetto pilota dei test vede la partecipazione anche del dottor Cito che ha spiegato di essersi sentito “in obbligo di sporcarsi le mani” per fronteggiare questa doppia emergenza, sanitaria ed economica. “Mi sono interessato alla terapia del Covid e, da cardiologo, ho approfondito lo studio della correlazione tra il virus e le malattie cardiovascolari – ha spiegato -. Non possiamo star fermi in attesa del vaccino: la terapia del plasma iperimmune funziona ed è a basso costo; i testi sierologici rapidi possono aiutarci a isolare velocemente i pazienti contagiati per curarli con il plasma. Questi screening veloci sono importanti per agire sul fronte della prevenzione”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Fanno sesso, poi diffonde i video e affigge immagini: revenge porn, incastrato

  • “L’eredità”, il concorrente leccese batte il record di puntate da vincitore

  • Mauro Romano, chiuse le indagini sull’ex barbiere: sequestro di persona

  • Rapine con autovetture rubate anche durante il lockdown: in tre agli arresti

  • Scampato a un agguato con Kalashnikov, accoltella un uomo per motivi di viabilità

  • Debito di droga si trasforma in incubo: lo minacciano davanti al nipote, tre in manette

Torna su
LeccePrima è in caricamento