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"Trovate una soluzione per i precari o sarà mobilitazione": il sollecito dei sindacati alla Asl

Sono circa 500 i lavoratori che chiedono la proroga del contratto in scadenza a fine anno. Cgil, Cisl e Uil chiedono un intervento di via Miglietta, nelle more della legge Madia

LECCE – Delle due l’una: o si trova una soluzione ai precari della Asl di Lecce, o si arriverà alla mobilitazione. Parola di sindacati. Cgil, Cisl e Uil sono pronti a dare battaglia e reclamano la proroga dei contratti in scadenza a fine anno, in attesa di espletare i concorsi pubblici per tutte le categorie professionali. Così come previsto dal decreto Madia che interessa tutta la pubblica amministrazione.

La platea dei precari, al netto della stabilizzazione di 150 professionisti sancita il 1° ottobre, rimane a dir poco corposa. Tra infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e medici si contano quasi 500 unità. Tutti rischiano, dal nuovo anno, di tornare a casa senza soluzione di continuità.

Sarebbe una batosta per i livelli occupazionali del territorio. Ma anche per la qualità del servizio sanitario pubblico e persino per il mantenimento dei Lea, denunciano i tre segretari Floriano Polimeno, Fabio Orsini e Antonio Tarantino. Le tre organizzazioni sindacali, nella riunione dello scorso 23 ottobre, hanno appreso l’intenzione, da parte della Asl di Lecce, di non dare continuità ai rapporti di lavoro a termine.

La situazione varia a seconda della categoria professionale. La Regione Puglia, per voce del Dipartimento della Salute, ha infatti chiesto di attingere alle graduatorie in via di scorrimento degli infermieri. Graduatoria “centrale” per tutte le Asl, derivata dal concorso pubblico indetto dall’azienda sanitaria di Bari.

I sindacalisti non comprendono, però, le motivazioni alla base dell’orientamento regionale: “È una posizione unilaterale che respingiamo – affermano -. Bisogna evitare inutili contrapposizioni fra gli idonei in graduatoria e chi già lavora ma ha un contratto in scadenza. Una guerra di questo genere non giova a nessuno, anche in vista dei prossimi pensionamenti che creeranno nuove occasioni per tutti, per gli idonei e per i precari”.

In linea con questa posizione sembrava andare anche il provvedimento della Asl Bat, che con la delibera numero 65011 del 26 ottobre scorso, aveva prorogato i contratti salvo fare, poi, dietrofront.

“Per gli infermieri la Regione ha dato disposizione di assumere direttamente dalla graduatoria centrale di Bari ma per la restante platea lavorativa non disponiamo di alcuna graduatoria a livello regionale – ha commentato Floriano Polimeno di Fp Cgil.

A cosa si va incontro? “Per ottemperare alla legge Madia, rischiamo di mandare queste persone a casa e di essere impossibilitati a sostituirle. E, oltre a salvare i livelli occupazionali, è necessario garantire i livelli di assistenza primari ai cittadini salentini. Non ci possiamo permettere di perdere così tanti professionisti: vi sono 60 medici precari nella sola Asl di Lecce, di cui solo 7 stabilizzati. Lo stesso vale per gli infermieri. Siamo in condizioni di sottorganico con i tecnici, in particolare nella Radiologia. In materia di sanità, la Regione Puglia ha potere autonomo e può derogare anche alla legge Madia se è necessario a garantire i Lea”.

I sindacati denunciano, da sempre ormai, “carichi di lavoro spropositati, con ricadute negative sulla sicurezza dei pazienti, sull’aumento del rischio clinico, sulla qualità del servizio e sulla salute dei lavoratori”.

La carenza di personale poi inficia l’applicazione della legge 161 del 2014 sul giusto orario, complicazioni anche di natura giuridica. Infine, aggiungono loro, la mancanza del personale di supporto costringerebbe i responsabili di reparto a determinare “un illegittimo demansionamento” del personale infermieristico.

Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil sollecitano quindi i vertici locali e regionali della sanità a prendere provvedimenti urgenti. Diversamente, avvertono, sarà battaglia.

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