Una ventata di freschezza nella Asl: 25 volontari selezionati per il servizio civile

I ragazzi saranno impiegati per un anno, 30 ore settimanali, in attività di accoglienza, accesso ai servizi e supporto agli operatori del Cup. Pastore: "Il loro apporto sarà prezioso"

In foto: il direttore Pastore con i giovani volontari

LECCE – Al via il progetto di servizio civile nella Asl di Lecce che replica l’esperienza del 2004. I ragazzi selezionati sono 25, tutti fino a 28 anni e dotati di buona volontà. Saranno retribuiti 430 euro al mese per occuparsi della attività di “accoglienza e accompagnamento nei percorsi assistenziali”.

I volontari sono stati accolti oggi all'interno dell'azienda da Antonio Pastore, temporaneamente alla guida della direzione generale, dalla responsabile aziendale del Servizio civile, Maria Grazia Sanarica, dal direttore del Controllo di gestione, Vito Gigante e dal presidente della commissione di selezione, Cosimo Esposito.

“Riprendiamo un percorso interrotto oltre un decennio fa – ha detto Pastore - e lo facciamo con l’entusiasmo di questi giovani volontari. Potranno rendersi conto anche loro di quanto l’azienda sanitaria fa di buono ogni giorno per i cittadini. Siamo una grande azienda, con 6 ospedali, 10 distretti e ottomila dipendenti e abbiamo voluto aggiungervi una ventata di gioventù, un segnale in direzione di un ricambio generazionale che, anche con l’avvento di quota cento, è diventato più che mai necessario”.

La scelta del percorso del servizio civile è servita “a far conoscere a questi giovani la complessità di un lavoro che ha a che fare con le persone e con le loro fragilità, per fargli scoprire dall’interno una grande azienda che offre risposte ad esigenze primarie”.

L’apporto dei volontari sarà prezioso nell’accoglienza: saranno anche loro un biglietto da visita dell’Asl, grazie alla sensibilità, disponibilità e freschezza che sapranno mettere nelle situazioni concrete che saranno chiamate a gestire assieme al nostro personale.

Per un anno, 30 ore alla settimana, i volontari vedranno e vivranno la sanità da una prospettiva privilegiata. Saranno impiegati, principalmente, nel favorire l’accesso ai servizi territoriali dei distretti sociosanitari e la presa in carico delle persone con patologie croniche.

Daranno una mano, insomma, alle persone che quotidianamente entrano nelle strutture sanitarie del territorio, in particolare anziani non autosufficienti e disabili, provando a centrare gli obiettivi che la Asl gli ha affidato: migliorare l'accoglienza, l'accessibilità degli utenti anziani e disabili nella fruizione dei servizi; garantire il supporto agli operatori dei servizi nella rilevazione e registrazione dei dati necessari per i flussi informativi regionali (segnatamente per l’assistenza domiciliare integrata, l’assistenza residenziale e specialistica);  supportare gli operatori Cup nel recall degli utenti.

A supervisionare e guidare il percorso ci saranno gli operatori locali di progetto, dei veri e propri tutor che coordineranno tutti gli aspetti organizzativi legati al progetto.

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Prima, però, è previsto un periodo di formazione generale sul servizio civile e specifica, riguardante le mansioni da svolgere. Per un mese, nel Polo didattico di via Miglietta, i 25 volontari dovranno studiare i servizi territoriali, comprendere le informazioni da fornire agli utenti e come renderne più agevole la permanenza negli ambienti.

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