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Giovedì, 13 Giugno 2024
Lettera aperta alla direzione Asl

Medici in odor di trasferimento per “coprire” i pronto soccorso. L’Ordine non ci sta

Avviate le visite d’idoneità per riportare personale medico dai reparti alle unità di pronto soccorso in affanno. Il presidente De Giorgi esprime le perplessità e rilancia le soluzioni alternative ritenute più idonee per fronteggiare l’emergenza

LECCE - La situazione di profondo disagio e di carenza di personale medico all’interno dei pronto soccorso degli ospedali e salentini si scontra ora con le soluzioni tampone che la direzione strategica della Asl di Lecce ha inteso porre in essere per fronteggiate l’emergenza.

Una strada che non incontra la volontarietà e il favore anche dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce che con una lettera aperta ha palesato la necessità di non “mortificare” la professionalità di una ventina di  medici, quasi precettati e in procinto di essere spostati dalle loro mansioni attuali, per sopperire alle carenze delle figure mediche nell’ambito delle unità di pronto soccorso.

La direzione strategica dell'Asl di Lecce, in relazione alla carenza di personale nei pronto soccorso, ha infatti predisposto delle visite per circa venti medici con il fine di stabilire la loro idoneità alla mansione di dirigenti medici che avevano firmato, anche venti anni addietro, la loro presa in servizio nel pronto soccorso.

“Tale strada, che cerca evidentemente di mettere in luce situazioni ostative non più attuali, non tiene in nessun conto, secondo quanto ci risulta, né la storia professionale dei colleghi, né il disagio o le aspettative degli stessi, che avevano deciso d'interrompere definitivamente il rapporto con il pronto soccorso” evidenzia il presidente dell’Ordine dei medici, Donato De Giorgi, “né la situazione critica presente in molte altre strutture, che attualmente tali medici stanno supportando, spesso fornendo un ottimo servizio con la loro inderogabile presenza, considerando che dette strutture sono chiamate giustamente ad offrire prestazioni in grado di diminuire i tempi di attesa e a ristabilire le prestazioni pre-pandemiche”.

“Deve essere anche considerato che il rispetto, l'autonomia professionale e la valorizzazione della professionalità è uno degli obbiettivi prioritari dell'Azienda sanitaria” chiosa De Giorgi, “ma soprattutto siamo convinti che tali scelte siano destinate ad un fallimento molto rapido, senza ottenere quelle risposte di lunga durata necessarie”.

Da parte sua l’Ordine dei medici aveva anche più volte e congiuntamente auspicato che l'attività del pronto soccorso dovesse basarsi, nell’attesa delle nuove possibilità di assunzioni definitive, su una possibilità di assunzioni anche temporanee, sia pure senza la necessaria specializzazione; sulla possibilità di utilizzare personale medico in rapporto convenzionale con il servizio di emergenza urgenza del 118 o anche medici di medicina generale corsisti, analogamente a quanto è stato fatto a Brindisi.

E ancora sulla possibilità di utilizzare prestazioni aggiuntive e soprattutto un sostanzioso “bonus” per una situazione ad elevato rischio lavorativo o la possibilità di avere dei concreti vantaggi professionali e di carriera utilizzando l'esperienza dell'urgenza,

“È evidente che ogni attività così impegnativa non può essere intrapresa senza la volontarietà degli interessati” conclude il presidente De Giorgi, “che possono così riacquistare ruolo e dignità in un lavoro unico, straordinario e complesso, superando la cultura di un pronto soccorso come luogo dove solo transitoriamente, e nel minore tempo possibile, si esercita la professione di medico”.

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