Venti di protesta nella Nostra Famiglia: "No alla modifica dei contratti"

I sindacati rifiutano il passaggio di categoria proposto dall'associazione che si occupa di riabilitazione dei pazienti con disabilità: "Pronti alla mobilitazione; si passi dal confronto"

Foto di repertorio

LECCE – No al cambio di contratto. I sindacati mantengono ferma la loro posizione di rifiuto rispetto alla proposta della “Nostra Famiglia” di passare  dal contratto della sanità a quello tipico delle residenze socio sanitarie assistenziali e dei centri di riabilitazione.

“Siamo contrari a ogni iniziativa di unilaterale che possa essere assunta dall'associazione e che mortifichi i diritti dei lavoratori - ribadiscono le segreterie provinciali di Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil -. Col loro impegno, con lo spirito di abnegazione e sacrifico messo in campo, gli operatori hanno dimostrato di meritare il rispetto e la giusta considerazione da parte della proprietà. Se in questi anni l’associazione è giustamente considerata un’eccellenza nella cura, nella ricerca e nella riabilitazione a livello internazionale lo si deve principalmente alle lavoratrici e ai lavoratori: tradire le loro aspettative è inaccettabile”.

La “Nostra Famiglia”, lo ricordiamo, è Centro  leccese che presta servizi ambulatoriali e trattamenti di riabilitazione per i pazienti con disabilità. Stando a quanto affermano i sindacati, i bilanci non evidenzierebbero particolari difficoltà nelle attività e nelle performance delle strutture pugliesi dell'associazione.
 
I sindacalisti si dicono disponibili, in ogni caso, a discutere un piano aziendale per il rilancio dell’associazione, proprio a partire dai punti di maggiore sofferenza evidenziati dall’analisi dei numeri. Tuttavia, precisano Floriano Polimeno, Fabio Orsini e Antonio Tarantino, “dopo 14 anni di attesa per il rinnovo contrattuale e la sottoscrizione della pre-intesa, è inaccettabile l’atteggiamento ondivago assunto dall'associazione nelle trattative intavolate con le segreterie nazionali”.
 
La richiesta è chiara: ritirare dal tavolo la decisione di modifica unilaterale del contratto nazionale.
 
“Ogni decisione deve passare dal confronto – ribadiscono loro -. È necessario fare un passo avanti: non si possono scaricare problemi originati da altri capitoli di spesa sulle spalle del personale, piuttosto tali problemi vanno affrontati seriamente”.

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Cgil, Cisl e Uil hanno sospeso ogni attività di protesta, rispettando quanto deciso al tavolo nazionale di confronto, ma non escludono di potersi mobilitare nuovamente nel caso in cui le sollecitazioni non ottenessero riscontri positivi.

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