"Week surgery nell'ospedale di Galatina? No grazie". Il ricorso nelle mani dei giudici

Il Tar a gennaio sarà chiamato a decidere anche dell'introduzione del nuovo modello organizzativo imperniato sui 5 giorni a settimana. Il consigliere De Pascalis: "Difendiamo il diritto alla salute"

GALATINA – Bisognerà aspettare il 16 gennaio per conoscere le sorti dell’ospedale di Galatina: l’udienza del Tar è stata infatti rinviata a quella data.

Il "Santa Caterina Novella", come noto, è destinato a diventare nosocomio di base per effetto del Piano di riordino ospedaliero. Un declassamento contro cui si sta battendo una parte della cittadinanza, preoccupata dalla soppressione dei reparti di Ortopedia, Cardiologia e Geriatria.  In bilico risulta anche mantenimento del punto nascita dell’ospedale peraltro sprovvisto dell’Utic, ovvero dell’unità di terapia intensiva cardiologica.

I giudici saranno chiamati a pronunciarsi sulle decisione assunte dalla Regione Puglia e dalla Asl Lecce in seguito ad una richiesta di rinvio decisa per motivi aggiunti. Ovvero, al ricorso è stato aggiunta anche la delibera 2430 dell’Asl di Lecce che mira ad attivare la week surgery nell’ospedale di Galatina.

Parliamo di un modello organizzativo pensato per gli ospedali di base per i quali è stata ridefinita anche la mission dell’unità chirurgica: in quella sede, cioè, i sanitari potranno trattare solo i casi clinici con livelli di complessità medio bassa.

La “week surgery”, stando a quanto scrive la Asl, dovrebbe rappresentare il migliore modello organizzativo, differente dalla tradizionale versione ospedaliera, per gli interventi chirurgici e per le procedure invasive e semi invasive, con una degenza che si esaurisce in 5 giornate lavorative. Dal lunedì al venerdì, dunque.

Il modello week surgery dovrà avere un’organizzazione autonoma, con personale dedicato. Dal lunedì al venerdì l’assistenza sanitaria sarà garantita dall’equipe infermieristica esistente; i medici specialistici garantiranno assistenza fino alle ore 20.00 con reperibilità notturna.

Nel presidio ospedaliero di Galatina sarà attivato il servizio con i posti letto di Chirurgia generale ed Ortopedia, funzionalmente integrato con l’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia e con la Terapia intensiva postoperatoria.

Contro la delibera che introduce questa novità si è scagliato, in particolare, Il consigliere di opposizione di Galatina della Lista De Pascalis, Giampiero De Pascalis. L'iniziativa è definita “una toppa messa dalla Asl alla sconsiderata scelta della Regione Puglia di privare il “Santa Caterina Novella” dei reparti che il decreto ministeriale 70 impone siano presenti in un ospedale di base”.

“Spero che i giudici facciano giustizia in modo che possa essere garantito il diritto alla salute dei cittadini – scrive il consigliere -. Dobbiamo aspettare e vedere se i giudici riterranno che i ricoveri rigorosamente contenuti in cinque giorni di degenza, dal lunedì al venerdì, con presenza dello specialista dalle 8 alle 20, mentre di notte ci sarà un servizio di pronta disponibilità, rispondano ai criteri del Dm 70”.

De Pascalis ha intanto lanciato una raccolta firme aperta ai cittadini per sostenere il ricorso, rigettando la delibera della Asl di Lecce “che è solo un contentino, ma non risolve le criticità”. L’appuntamento è per venerdì 23 novembre, alle 18 in via Marsala 70, a Galatina.  

Le reazioni ad una possibile chiusura del punto nascita

E a proposito della paventata chiusura dei punti nascita che non garantiscono il minimo di 1.000 bebè l’anno, De Pascalis aggiunge: “Sono stato colpito favorevolmente dal fatto che i sindaci di Galatina e di Gallipoli siano pronti a difendere gli ospedali dei territori che amministrano. Finalmente Amante si è svegliato e a questo punto può costituirsi insieme a noi, contro le scelte della Regione. Ed è l’appello che muovo pubblicamente al sindaco di Galatina, perché a noi cittadini non servono parole vuote ma fatti concreti”.

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“L’ospedale di Galatina era il fiore all’occhiello della sanità salentina e tantissime donne sceglievano di far nascere qui i loro figli. Oggi, dopo le scelte assurde della Regione fatte con la complicità del Pd e del sindaco Amante, si urla al successo per qualche decina di nascite in più o in meno – prosegue De Pascalis-. Dire che tutto questo è desolante non rende l’idea dello sconforto che provo nel vedere la nostra città mortificata. Diciamo basta e facciamo sentire la nostra voce”.

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