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Foto di repertorio: il rettore Fabio Pollice

Foto di repertorio: il rettore Fabio Pollice

"Ateneo resiliente, la didattica a distanza funziona": la soddisfazione di Pollice

Il rettore fa il punto della situazione dopo le prime settimane di lezioni online: "I problemi sono stati superati. In questa emergenza abbiamo dimostrato di essere una comunità"

LECCE – La didattica a distanza nell'Università del Salento è ormai una realtà consolidata, o quasi. Gli studenti e i docenti, superati i primi scogli iniziali, hanno preso confidenza con i mezzi telematici e si sono messi d'impegno per assicurare la continuità formativa in un periodo di crisi inaspettata, dovuta alla diffusione del Coronavirus. Abbiamo tracciato un quadro della situazione insieme al rettore di UniSalento, Fabio Pollice.

Tracciamo un bilancio di queste prime settimane di sperimentazione: positivo o negativo? La macchina ormai è ben oliata? Qual è stata la risposta di docenti e studenti?

"Il bilancio è certamente positivo: la comunità accademica si è immediatamente attivata per rispondere all’emergenza in modo costruttivo e, ciascuno per il proprio ruolo e sulla base delle proprie competenze, ha fatto il possibile perché si ricostruisse una sorta di “normalità”. La teledidattica è ormai alla terza settimana, sono oltre 13mila gli studenti registrati alla piattaforma digitale messa a punto per l’erogazione delle lezioni, che sono tenute online per quasi il cento per cento degli insegnamenti previsti nel secondo semestre. Non sono mancati, naturalmente, intoppi e difficoltà, superati anche grazie al prezioso contributo degli studenti sempre pronti a fornire suggerimenti di miglioramento. Devo ringraziare le rappresentanze studentesche, tutti i colleghi e i tecnici che hanno dimostrato grande senso di responsabilità e un forte spirito di comunità".

Quali ostacoli avete incontrato nell’attivazione dei corsi e delle sedute di laurea online? Rimane qualche problema da risolvere?

"Ci siamo dati tempi molto stretti per riorganizzare tutte le attività, cosa che ha comportato alcune inevitabili difficoltà. Grazie al supporto e all’abnegazione del personale docente e tecnico, in prima linea la ripartizione tecnica e tecnologica e i delegati all’offerta formativa, Attilio Pisanò e alle tecnologie digitali, Luigi Patrono, le stiamo rapidamente affrontando e risolvendo".

Ritiene che la didattica a distanza possa influire negativamente sull’apprendimento dei ragazzi o, sostanzialmente, non vi sono differenze?

"Ciò che la didattica in presenza fornisce agli studenti va ben oltre i contenuti delle lezioni, e l’interazione docente-discente è fondamentale. Ciò non toglie che la teledidattica offra delle opportunità che vanno anche al di là della situazione di emergenza: colma distanze non solo spaziali ma anche temporali, per esempio. Molto dipende, in ogni caso, dalla volontà e dall’atteggiamento con cui si sceglie di affrontare ogni eventuale difficoltà. Ho spesso invitato i nostri studenti a cogliere questo tempo di apparente sospensione come un tempo prezioso per se stessi e il proprio futuro. Colgo l’occasione di questa intervista per ribadirlo".

L’emergenza sanitaria sta provocando danni di tipo economico all’Ateneo? L’Università ne uscirà con le ossa rotte o rafforzata come comunità?

"Al di là dei numeri, che ci accomunano al territorio salentino e a tutto il sistema Paese, pesantemente danneggiato da questa emergenza, la nostra comunità ne esce certamente rafforzata. Questa emergenza sanitaria ci ha dato la possibilità di dimostrare ai nostri studenti, al territorio e al Paese intero che siamo un Ateneo resiliente, capace di reagire tempestivamente alle difficoltà e di sfruttarle per migliorare le proprie performance, per rafforzare la propria determinazione. La crisi ci obbliga a mutare le nostre strategie, ma per farlo occorre guardare con coraggio al futuro, senza lasciarci travolgere dalla situazione contingente".

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