Comunità accademica divisa o unita? I primi nodi di Pollice e le congratulazioni

Il rettore, eletto questa sera, ha incassato le congratulazioni dell'uscente Zara, di Minerva, Congedo, del sindacato Cgil e di Link: quest'ultima ha anche segnalato presunte pressioni che gli studenti avrebbero ricevuto in campagna elettorale

In foto: le votazioni per il rettore presso Ecotekne

LECCE - Il futuro rettore dell'Università del Salento, Fabio Pollice, ha già cominciato a raccogliere testimonianze di stima e auguri di buon lavoro.

Le prime, e forse le più importanti congratulazioni sono arrivate dal direttore generale dell'ateneo, Donato De Benedetto, dal prorettore vicario Domenico Fazio e dall'uscente Vincenzo Zara che cederà il suo posto a novembre.

“Hanno vinto l’inclusività e il senso di appartenenza alla comunità, valori portati avanti con convinzione durante tutta la campagna elettorale e che rappresentano l’unica carta vincente in un momento in cui prevalgono, a vari livelli, visioni divisive e decisamente improduttive”, ha detto Zara.

"Auguri di buon lavoro al nuovo magnifico rettore dell'Università del Salento, professor Fabio Pollice. Lo sviluppo e il rilancio della nostra terra non può prescindere dal rapporto indissolubile che c'è fra Provincia di Lecce e Università del Salento". È il primo commento del presidente della Provincia, Stefano Minerva relativo all'elezione del nuovo. Il presidente Minerva ha raggiunto telefonicamente il professpr Pollice per congratularsi del risultato e augurargli buon lavoro.

I “migliori auguri” per l'elezione sono arrivati anche dal consigliere regionale Erio Congedo che, assicurando la piena disponibilità a collaborare, ha scritto: “Sono certo che l'impegno di Pollice valorizzerà le missioni che l'università è chiamata a svolgere: didattico-formativa, scientifica e di supporto, in termini di conoscenza, alle realtà pubbliche e private del territorio”.

Cgil Lecce ed Flc Cgil Lecce hanno espresso anche l'auspicio che si possano risollevare le sorti dell'ateneo salentino: “Auspichiamo che il professor Fabio Pollice possa avere la lungimiranza di superare le barriere interne e di rappresentare l'intera comunità accademica, nell'interesse esclusivo dell'istituzione. Cgil Lecce ed Flc-Cgil Lecce, a differenza di altre organizzazioni e per non esporsi ad alcuna strumentalizzazione, hanno ritenuto opportuno non esprimere preferenze per alcun candidato. Il nuovo rettore troverà nel sindacato un interlocutore pronto ad agire in difesa dell'istituzione, dei lavoratori e della comunità accademica. A partire dai principi di democrazia, partecipazione, libertà, giustizia, legalità e trasparenza”.

Le congratulazioni sono arrivate anche dai ragazzi di Link Lecce che contestualmente hanno dichiarato di aver votato tutti per un unico docente, sin dal primo turno. Ed hanno sottolineato, a partire dai dati delle votazioni, “la spaccatura che emerge nella comunità accademica”. “Il Pta, in particolare, non ha espresso una chiara volontà di voto, distribuendosi quasi omogeneamente tra i due. In questo senso, auspichiamo che la prima preoccupazione del rettore sia quella di inviare un chiaro segnale di ricomposizione di tutta l’accademia”, hanno scritto.

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Link ha colto la palla al balzo per evidenziare le presunte “pressioni” ricevute nel corso della campagna elettorale: “Per la prima volta assistito a uno straordinario interesse da parte dei docenti elettori alle decisioni degli studenti; interesse che si è manifestato ora tramite tentativi di ingraziarsi i rappresentanti, ora tramite rispettose richieste di confronto, ora tramite vere e proprie minacce. Le pressioni che abbiamo ricevuto sono andate bene oltre i confronti diretti: una parte dell'elettorato del candidato che abbiamo deciso di non sostenere, quello che ha vinto, ha insinuato accuse intollerabili nei confronti della nostra associazione. È stata attuata una vera e propria diffamazione per meri tornaconti personali. Alcuni elettori hanno sostenuto che il nostro voto fosse eterodiretto da forze politiche esterne, o peggio ancora, che noi avessimo degli interessi economici nella scelta del candidato. Ci impegnamo sin da subito a condannare quanto di gravissimo accaduto, per fare in modo che tali atteggiamenti, lesivi di una democrazia degna di essere chiamata tale, vengano estinti”.

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