"Diritto allo studio e scuole sicure": le rivendicazioni delle associazioni universitarie

Uds, Link e Rete della conoscenza chiedono finanziamenti per dare sostegno all'istruzione ed alla ricerca. "Alloggi non per tutti e problemi con i trasporti"

Foto: immagine di repertorio

LECCE – “Ci ripeton: voi siete il futuro. Eppure non fanno nulla per noi”: è questa la denuncia lanciata dai ragazzi di Uds, Rete della conoscenza e Link che oggi si sono attivati a Lecce, come nel resto della Puglia, per richiamare la politica alle proprie responsabilità.

Sul banco degli imputati è salito, metaforicamente, il governo regionale: “Istruzione e ricerca devono tornare ad essere le priorità. Non ci servono pacche sulle spalle ma azioni concrete”, dicono i rappresentanti delle associazioni.

La mobilitazione è stata indetta per chiedere, più concretamente, fondi adeguati per attuare la legge sul diritto allo studio, vecchia di un decennio, e per rimettere in sesto i plessi scolastici, rendendoli agibili e sicuri da ogni punto di vista.

“Il 5 novembre siamo stati convocati dal ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti e abbiamo ottenuto il non rinnovo degli accordi tra Miur e Mc Donald's: ora vogliamo fuori dalle scuole ogni ente inquinante e tutte le multinazionali che non fanno realmente formazione - racconta il coordinatore dell’Unione degli studenti, Davide Lavermicocca  -. In questa nuova legge di bilancio non esiste nessun reale investimento sulla scuola ed ancora una volta i diritti ed i bisogni degli studenti sono fanalino di coda delle priorità del governo italiano”.

Ma le richieste non finiscono qui. Gli studenti rivendicano, infatti, anche l’accesso gratuito a cinema, teatri e musei ed un biglietto unico per tutti i trasporti nel territorio regionale.

Altro nodo da sciogliere è quello degli alloggi gratuiti. In tutto il Paese si contano, infatti, oltre 20 mila ragazzi che ne hanno il diritto ma non tutti riescono ad accedervi. “Serve il rifinanziamento complessivo dell'università e della ricerca, dopo anni in cui non è stato fatto nulla da parte di tutti i governi – aggiungono i referenti di Link -. In vent’anni 2 milioni di persone hanno abbandonato il Mezzogiorno, la metà di queste sono giovani”.

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“Il 2019 vede il Sud in recessione con un calo stimato dello 0,2 percento. La novità è che anche Arcelor Mittal, con molta probabilità, cesserà l’affitto degli stabilimenti ex Ilva. Siamo solidali con i lavoratori in mobilitazione. Il Sud continua a scontare l’assenza di un tessuto produttivo ed industriale capillare: coniugare buona occupazione e sostenibilità ambientale è possibile investendo in istruzione, ricerca e formazione permanente” concludono gli studenti.

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