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Il rettore insieme alla delegazione inglese.

Il rettore insieme alla delegazione inglese.

Ecoteckne cresce con il laboratorio di Idraulica aperto ai ricercatori inglesi

Intesa con l'istituto "HR Wallingford Ltd". Il rettore soddisfatto per le opportunità di arricchimento scientifico e le ricadute occupazionali

LECCE - L’Università del Salento punta in alto, mirando all’internazionalizzazione della ricerca agganciata alle opportunità di sviluppo, anche occupazionale, del territorio. Un obiettivo che si concretizza nel nuovo laboratorio di Idraulica, inaugurato oggi nell’edificio “Corpo Z” del campus Ecoteckne.

È questo il luogo dove saranno condotte attività di studio e consulenza nel campo dell’idraulica ambientale, delle costruzioni marittime e dell’Ingegneria offshore.

Il laboratorio nasce dall’intesa formalizzata tra  l’Università del Salento e l’istituto britannico “HR Wallingford Ltd”: l'accordo permette dunque di passare alla fase operativa di un’idea partorita nel 2009 e che, conti alla mano, ha richiesto 4 milioni di euro per la realizzazione del solo Corpo Z. In occasione dell’inaugurazione di oggi è stato attivato, per la prima volta, anche il generatore di moto ondoso.

Il rettore Vincenzo Zara si è detto entusiasta delle opportunità di collaborazione con il partner inglese, anche in vista di una ricaduta positiva sul tessuto occupazionale del territorio. “Si tratta di un’opportunità unica per i nostri studenti e ricercatori che, oltre a potersi confrontare con i colleghi stranieri, acquisiranno esperienza sulle tecniche di modellazione fisica lavorando a progetti di ricerca innovativi - ha spiegato -. Mi attendo molto da questa collaborazione perché il Salento è immerso nel mare e necessita di approfondire le conosce idrauliche per governare i fenomeni marittimi”.

“Per noi questa è una porta aperta sull’Europa, in chiave post Brexit – ha spiegatoThierry Rault, regional manager per l'Europa e l’Africa di Hr Wallingford -: avere una sede in Italia ci permettere, infattim di avvicinarci al bacino del Mediterraneo. La nostra società, che non a scopo di lucro, ha uno statuto particolare, e per questo lavoriamo anche nella direzione di una diffusione di conoscenze tecniche; collaborando con l’Università del Salento ora abbiamo l’opportunità di realizzare questi scambi tecnici e scientifici”.

I ricercatori inglesi potranno usufruire della sede salentina per occuparsi in loco di ricerca e sviluppo, e viceversa. Le ricerche trovano applicazione in due settori: lo sviluppo portuale e la protezione costiera marittima.

“Attraverso la realizzazione di opere marittime e strutture ad hoc è possibile intervenire sul problema dell’erosione costiera e sullo sviluppo portuale in senso lato – ha aggiunto Thierry Rault -. Queste infrastrutture saranno riprodotte in miniatura e visionabili presso il laboratorio in cui sarà riprodotto anche l’impatto delle onde sulle opere marittime: ciò permetterà a politici e finanziatori che non sono esperti del tema di comprendere le opportunità e il valore dei progetti”.

“La solida reputazione mondiale di Hr Wallingford, insieme al sostegno accademico dell'Università del Salento, renderà il nuovo laboratorio un punto centrale d’interesse internazionale per la ricerca e la consulenza nei settori dell'idraulica e dell'ingegneria costiera – ha aggiunto il professore Giuseppe Tomasicchio, ordinario del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione -. L’attrezzatura all’avanguardia di cui disporrà, tra cui il nuovissimo bacino d'onda 30x30 metri e il canale d'onda lungo 45 metri, lo renderà un luogo affollato di ricercatori, studenti, tecnici e professionisti che lavoreranno insieme per svolgere studi scientifici che verranno diffusi in tutto il pianeta”.

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