La risposta - casi Covid nelle residenze: Adisu obbliga al rientro a casa

"Abbiamo preso visione, solo nelle ultime ore, dalla stampa, della risposta fornita dal Direttore Generale Adisu Puglia, Gavino Nuzzo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

La risposta di Studenti Indipendenti-UDU Lecce al Direttore Generale di Adisu Puglia Abbiamo preso visione, solo nelle ultime ore, dalla stampa, della risposta fornita dal Direttore Generale Adisu Puglia, Gavino Nuzzo. Innanzitutto ci dispiace constatare che il Direttore abbia voluto screditare la voce del nostro sindacato, Studenti Indipendenti-UDU Lecce, asserendo che le nostre affermazioni siano funzionali ad una fantomatica campagna elettorale. Siamo costretti a dedurre che Adisu pone così poca considerazione nei confronti della rappresentanza studentesca, tanto da non essere a conoscenza del fatto che le elezioni elettorali si sono tenute più di due mesi addietro. Consideriamo, poi, motivo di reale preoccupazione l'ultima affermazione del Direttore Generale, che citiamo testualmente: "non capisco perché gli studenti continuino a rimanere nelle residenze visto che non ci sono lezioni in presenza, potrebbero tornare a casa e correre meno rischi".

Tale affermazione, ancora una volta, fornisce la misura di quanto Adisu Puglia non conosca la realtà studentesca, le sue esigenze, necessità ma soprattutto i suoi diritti. Infatti, i benefici per il diritto allo studio comprendono un contributo economico, il servizio ristorazione ed il servizio alloggio. La possibilità di usufruire di un posto letto è parte integrante della borsa di studio che viene assegnata agli studenti mediante un bando pubblico, del quale gli stessi risultano vincitori. Non è quindi un privilegio ma un diritto. È compito di Adisu Puglia consentire che tale diritto venga garantito e che gli studenti lo possano esercitare nel modo più sicuro possibile. Il posto alloggio è anche strettamente legato, spesso, alla necessità di effettuare una didattica in modalità telematica usufruendo di una connessione stabile, che in molti comuni dell'entroterra salentino non è assicurata.

Non tenere conto dei grandi limiti alla digitalizzazione del nostro territorio significa non essere in grado di conoscere le difficoltà che, ogni giorno, incontrano gli studenti pugliesi. Inoltre, beneficiare del posto alloggio consente a molti studenti di poter usufruire di spazi dedicati allo studio, che nelle proprie residenze private, spesso non sono a disposizione dal momento che molti universitari li condividono con i famigliari. Infine, ci duole dover informare il Direttore Generale del fatto che l'Ateneo leccese ha avviato alcune attività in presenza per gli studenti ai primi anni, al fine di consentirne l'integrazione e la familiarizzazione con gli ambienti universitari.

Torniamo a ribadire che le nostre affermazioni sono frutto delle dichiarazioni pervenute da alcuni/i studenti/esse. Il nostro sindacato non conosce la verità dei fatti ma ha il dovere di interrogarsi sull'accaduto dal momento che negli avvenimenti vi sono alcune ombre sulle quali occorre far luce. Siamo convinti che la spiacevole risposta del Direttore Generale sia stata semplicemente dettata dalla fretta, che non sia misura della priorità attribuita al diritto allo studio universitario nell'agenda politica regionale e che Adisu voglia anche fornire una risposta più seria, degna della serietà degli interrogativi che poniamo all'attenzione dell'Ente. Pertanto chiediamo la convocazione di un tavolo di confronto nel corso del quale poter chiarire quanto accaduto.

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