De Bellis contro tutti: "Poco buon senso". Ateneo, teso confronto fra candidati

I quattro aspiranti rettori in conferenza. La polemica sulla Finaziaria: "Non l'avete compresa bene". E gli studenti di Link attaccano: "Ennesima passerella nell'università"

In foto: i quattro candidati in Conferenza d'ateneo

LECCE – Nel mese di luglio l'ateneo salentino eleggerà il nuovo rettore, successore di Vincenzo Zara, che rimarrà in carica 6 anni. Sono 4 i professori candidati allo scranno più alto dell'Università e che oggi hanno tenuto un confronto pubblico in occasione della Conferenza di ateneo ad Ecotekne.

Il dibattito si è snodato per ore con domande presentate dai docenti e dagli studenti relative a tutti i nodi rimasti da sciogliere: dal precariato dei ricercatori alla mancanza di risorse per gli atenei del Sud; dal diritto allo studio alla rimodulazione dell'offerta formativa; dagli immobili da rimettere in sesto fino ai processi di semplificazione e internazionalizzazione.

L'incontro è stato moderato dal decano, il professor Mauro Biliotti. E non sono mancate le polemiche innescate dall'intervento del professor Luigi De Bellis che ha accusato gli altri candidati di dimostrare “poco buon senso” nel promettere di tutto di più, senza però assicurarsi di avere le necessarie coperture economiche.

Il professore, ordinario di Fiosologia vegetale, ha presentato un programma “conciso e pragmatico che non promette finanziamenti su decine di progetti perché UniSalento è inserito in un quadro economico di sottofinanziamento”. A suo dire, con le risorse disponibili, è necessario rimodulare quei corsi di laurea che contano pochi iscritti rispetto alla quota media prevista dal Miur.

Ma è sulla Finanziaria 2019 che sono volati gli stracci: “Gli altri candidati hanno dimostrato scarsa competenza e disattenzione nella lettura dei commi 400 e 401 – ha osservato -. La legge spiega che su mille e 500 posti da ricercatore di tipo b, solo mille saranno finanziati con risorse ordinarie e il resto sarà a carico del fondo di finanziamento delle singole università. Qui a Lecce su 18 posti, 6 sono a carico del Ffo del 2020 e queste risorse sono bloccate. Gli altri candidati negano l'evidenza è questo è un errore per un ricercatore che aspira a diventare rettore”.

Secondo De Bellis, le risorse disponibili possono essere utilizzate per consentire il reclutamento e gli avanzamenti di carriera, destinando un 30 percento delle quote al personale tecnico amministrativo.

Sul finale, la stoccata al collega Michele Campiti “reo” di essersi opposto all'istituzione del corso di laurea di Medicina: “A differenza di quanto afferma lui, il corso non sottrarrà risorse agli altri dipartimenti ma rappresenterà un'opportunità per tutto l'ateneo”.

Campiti ha replicato seccamente: “Sono stato tirato in ballo impropriamente e sulla questione dei ricercatori di tipo b preciso che tutti e 18 i posti sono finanziati dal Miur e quindi sono a carico del Fondo nazionale. Non esiste alcun cofinanziamento di Unisalento e sono pronto a rispondere sul punto, in modo più dettagliato, a chiunque volesse. Per me la questione è chiusa”.

Il professore, ordinario di Analisi matematica, ha presentato un programma di governo “modellato sulle esigenze interne che cerca di dare risposte a problemi come il precariato, per il quale occorre un'interlocuzione con la Regione Puglia, e il sottodimensionamento del personale”.

A suo dire, le risorse e i punti organico di UniSalento sarebbero sufficienti per molti obiettivi: “Se consideriamo i futuri pensionamenti, la spesa del personale dovrebbe aggirarsi intorno al 76-77 percento: l'ateneo otterrà 3 milioni e mezzo di euro che potranno essere utilizzati, sebbene non tutti, per le progressioni di carriera”.

Punto centrale del programma del terzo candidato, Giuseppe Grassi, è la sostenibilità intesa in senso economico e ambientale, ma anche sociale: “L'Università è un faro di cultura e non può esimersi dall'affrontare i grandi quesiti della sostenibilità del Pianeta, già al centro di una risoluzione Onu. Lavorerò per un ateneo plastic free e paper free, e su misure per incentivare l'uso di fonti rinnovabili”, ha affermato il professore, ordinario di Elettrotecnica.
Grassi ha proposto l'introduzione di un bilancio sociale dell'ateneo, che tenga dentro le ricadute sul territorio, e una spinta maggiore ai processi di internazionalizzazione.

La novità del suo programma sta nel rilievo dato alla democrazia partecipata: “La comunità deve partecipare alle decisioni politiche dell'ateneo ed è per questo che introdurrò una sorta di question time mensile, in ogni sede universitaria, grazie al quale raccogliere indicazioni e proposte sul da farsi, ma anche per informare tutti sulle attività dell'amministrazione”.

Per quanto riguarda l'offerta formativa, il docente ritiene sia importante dare risalto alle lauree magistrali per attrarre gli studenti e procedere con il consolidamento delle triennali che già funzionano bene.

“In base alle previsioni delle risorse per il biennio 2020-2021 è possibile immaginare un piano di finanziamento straordinario per le progressioni di carriera e un aumento delle borse di studio per i dottorati, specialmente internazionali. È necessaria poi l'istituzione di una Conferenza degli atenei del Sud per aprire un dialogo con il governo sui problemi da risolvere”.

“L'Università non è un'azienda ma un'istituzione culturale ed il suo successo non sarà determinato da calcoli economici, ma da un netto cambiamento di rotta e di strategia”, ha esordito Fabio Pollice.

Il docente, ordinario di Geografia economico-politica ha come obiettivo la costruzione di una “grande comunità inclusiva, in cui tutti fanno la propria parte”. “L'ateneo deve tornare ad essere un faro culturale, una porta d'accesso alla sfera globale e un bene comune. Per anni abbiamo investito sulla didattica, tralasciando la ricerca che invece deve trovare nuove forme di finanziamento”.

Il candidato immagina di dare maggiore impulso alle lauree magistrali, ai dottorati internazionali, ai servizi di orientamento ed alla terza missione, intesa come relazione con le realtà locali. Come realizzare il progetto? “Creando una governance dell'ateneo allargata a tutti i componenti e realmente partecipata e mettendo a sistema le risorse disponibili”.

La posizione critica degli studenti di Link: "Una passerella"

I ragazzi dell'associazione studentesca, intervenuti in Conferenza, hanno bollato l'iniziativa come “uno dei tanti appuntamenti passerella che l’Università ha organizzato”.

“In questi anni abbiamo visto svolgersi eventi ed iniziative passerella, senza spazi reali di discussioni e di confronto, ad esempio i country manager di Tap ed Eni ospitati in rettorato, con la militarizzazione dell'area antistante e interna  - scrivono loro in aperta polemica -. In quell’occasione agli studenti per più di due ore è stato impedito l'accesso alla struttura, mentre all'interno si svolgeva una passerella di multinazionali ed enti legati a modelli di produzione obsoleti e dannosi. Ancora: il premier Conte ha fatto visita all'Isufi, ma è stato concesso ad un solo studente della scuola di intervenire per pochi minuti. Ancora: il senatore Turco ha presentato le proposte e il lavoro del governo giallo-verde in un'aula di un ateneo del Sud che ha in questo modo legittimato un governo che perpetua diseguaglianze e danneggiamenti alle università del Meridione tramite politiche premiali e che lasci spazio ad un atteggiamento giustificazionista rispetto al congelamento dei 100 milioni su diritto allo studio e ricerca. Questo fa emergere una distorsione della democrazia e della partecipazione”.

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La centralità degli studenti è stato un proposito condiviso dai candidati: “Sarà solo una promessa da campagna elettorale? Abbiamo invitato pubblicamente tutte le parti accademiche a un reale confronto di rilancio dell’Università, inclusivo e libero, che organizzeremo noi studenti in autunno”, concludono i rappresentanti di Link.

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