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Affaticamento da Dad e mezzi pubblici sovraffollati, l’allarme degli studenti

L'Unione degli studenti di Lecce denuncia criticità e annuncia un incontro con il presidente della Provincia, Stefano Minvera

LECCE – Troppe ore davanti allo schermo, a causa della didattica a distanza, con ripercussioni facili da prevedere, ma anche un trasporto pubblico che i più giudicherebbero poco consono. Sono fra i principali problemi rilevati dall’Unione degli studenti di Lecce. L’associazione, dopo una serie di segnalazioni, infatti, ha diffuso un’inchiesta compilata da più di mille studenti da cui emerge che a Lecce “si vivono i percorsi in Dad con profonda insofferenza”.

“L’emergenza sanitaria, ha da subito avuto delle ripercussioni sulla vita scolastica di ogni studente”, dichiara Enrico Bove, coordinatore locale. “I percorsi in Dad hanno presentato fin dall’inizio criticità organizzative importanti portando tanti e tante a viverli con estrema stanchezza e affaticamento. Attraverso la diffusione dell’inchiesta studentesca - prosegue Enrico Bove - siamo riusciti a mappare le difficoltà riscontrate dagli studenti di varie scuole in questi mesi, sia nei percorsi in Dad sia all’interno dei mezzi di trasporto e i dati emersi sono decisamente allarmanti”.

Secondo quanto rivela Bove “il 60 per cento degli studenti, infatti, vive con difficoltà in percorsi in Dad a causa del sovraccarico dei compiti e delle ore prolungate davanti allo schermo e segnala ripercussioni dal punto di vista psicologico. L’80 per cento degli studenti, invece, reputa pessima la gestione del servizio di trasporto pubblico e denuncia le situazioni di sovraffollamento che si verificano al loro interno”.

“Alla luce di questi dati, è necessario che si prenda atto nella nostra città delle condizioni in cui riversano gli studenti e che si mettano in campo misure necessarie per garantire a tutti sostenibilità in questi percorsi e un rientro a gennaio sicuro. Nei prossimi giorni – conclude Bove -, incontreremo il presidente della provincia, Stefano Minerva, per presentare le nostre proposte. Non devono essere gli studenti a continuare a subire le conseguenze ingiuste di questa crisi”. 

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