Scuola Caprarica di Lecce

Mascherine al banco senza eccezioni: la ripartenza delle scuole superiori

I ragazzi sono tornati in classe, sperando di non dover andare incontro a nuove chiusure. Abbiamo intervistato gli studenti di piazza Palio per sondare gli umori, tra entusiasmi e possibili disagi dovuti alle misure anti covid

LECCE – Scuole ai blocchi di partenza. Oggi, 20 settembre, è stato il primo giorno in classe per molti istituti superiori del capoluogo e i ragazzi sono tornati sui banchi, alle prese con libri e quaderni ma anche con le regole (vecchie e nuove) per sventare il contagio da Covid.

Tra le novità registrate al rientro in classe dai ragazzi che frequentano le scuole di piazza Palio vi è sicuramente l'imposizione di tenere la mascherina per tutte le ore di lezione, senza eccezioni per la pausa della ricreazione. Le regole più rigide non sono state digerite da tutti e qualcuno lamenta un uso eccessivo della mascherina, nonostante le vaccinazioni a cui si sono sottoposti alcuni studenti.

Abbiamo raccolto le testimonianze dei ragazzi al termine delle lezioni, divisi tra l'incudine della Dad e il martello delle lezioni in presenza: quasi tutti hanno detto di preferire la seconda opzione e auspicano un anno privo di chiusure.

Il testo integrale delle interviste

“Il primo giorno è andato bene, ho buoni propositi e sento buone vibrazioni. I professori sono cambiati quasi tutti, però questo non è un problema perché sembrano molto bravi e disponibili – ha detto Enrico D'Anna del 4^ anno superiore dell'istituto “E. Fermi” -.  La didattica a distanza non mi è piaciuta: troppe distrazioni, impari poco e nulla e ciò che hai appreso non ti rimane. Manca poi la vità quotidiana insieme ai compagni e a casa è più difficile concentrarsi. Durante questo nuovo anno accademico mi aspetto di recuperare tutto il tempo perso in precedenza e di migliorare”.

 “Quest'anno abbiamo notato che i professori sono severi riguardo all'uso delle mascherine e non ce le fanno mai abbassare – ha aggiunto Antonio Schirinzi della classe 4^ A del Liceo Scientifico G. Banzi Bazoli -. L'anno scorso invece ci permettevano di toglierla quando eravamo seduti al banco. Per il resto le regole sono sempre le stesse: gli ingressi sono scaglionati e all'entrata dell'edificio c'è un monitor che scannerizza il viso e misura la temperatura. Se superano i 37, 5 gradi non ci fanno entrare, al di sotto di quella temperatura sono più elastici”.

Per quanto riguarda la Dad, Antonio ha spiegato che “l'organizzazione della didattica a distanza nei due anni precedenti era scarsa: c'erano ragazzi che entravano e uscivano e non si segnavano le presenze, poi la situazione è migliorata”. “Io non ho incontrato particolari difficoltà però avrei voluto approfondire alcuni argomenti e non ci sono riuscito: seguendo matematica in classe sarebbe stato meglio – ha proseguito -. Se ricominciassimo con la Dad ci rimarrei male: mi è molto mancato il contatto umano; ho molti amici di diversi paesi e incontrarsi al di fuori della scuola sarebbe complicato”.

“Le norme anticovid sono rimaste più o meno invariate – ha confermato Anna Montinaro, dalla 1^G del Banzi -: bisogna mantenere il distanziamento, ci sono ingressi e uscite separate, bisogna indossare la mascherina in aula e negli spazi chiusi. Io mi sono abituata ormai, ma all'inizio adeguarsi a queste nuove regole è stato complicato. Con la Dad mi sono trovata bene anche perché avevo tutti i mezzi per seguire le lezioni e completare i compiti senza problemi. Mi auguro di continuare l'anno scolastico in presenza per poter vedere i miei nuovi compagni”.

“Per me adattarmi alle novità non è stato un problema anche se la Dad è stata impegnativa – ha commentato Carol Zippo della 1^ D dell'istituto tecnico Grazia Deledda -: talvolta la rete internet non funziona, a volte non si sentiva la voce dei professori e ho incontrato alcune difficoltà nello studio. Preferisco, quindi, le lezioni in presenza”.

“Quest'anno, sul fronte delle restrizioni per il covid è cambiato poco o nulla, se non per il fatto che ci fanno tenere le mascherine. Tutto ciò però non ha senso se abbiamo fatto il vaccino. Io ho studiato bene durante i lockdown con la Dad – ha chiosato  Giorgio Montinaro della classe 2^ F del Deledda - perché era più comodo. Se non aumentano i contagi riusciremo a non chiudere le scuole: io spero di restare in presenza, così possiamo mantenere il contatto fisico”.

Martina Mele della 2^ B del Deledda ha confermato che quest'anno le norme sono molto stringenti: “Nonostante il vaccino, siamo costretti a indossare la mascherina per 5 ore di fila ed è abbastanza pesante perché in classe ci sono 24 alunni, l'aula è piccola e non è ben arieggiata”. “Non vorremmo indossarla tutto il tempo – le ha fatto eco la compagna Benedetta Lezzi -, almeno vorremmo abbassare la mascherina durante la ricreazione. Così è pesante: non possiamo uscire nei corridoi”.

Secondo Marco Lupetto della 2^ C del Deledda ha spiegato di essersi adattato facilmente alla didattica a distanza: “I compagni, invece, non mi sono mancati. Devo dire che l'uso della mascherina in classe, per tutte e cinque le ore, è veramente fastidioso. Ogni tanto, infatti, mi sposto o vado in bagno per prendere un po' di aria”.

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