Digos al convegno accademico sull'ambiente, rettore: “Non eravamo a conoscenza”

Dopo la richiesta di spiegazioni seguita al convegno giuridico del 22 novembre presso Unisalento, uno dei relatori del seminario ha interpellato anche il numero uno dell’ateneo

Foto di repertorio.

LECCE –Il rettore di Unisalento non era stato avvisato della presenza degli agenti della Digos al convegno giuridico: gli organizzatori scrivono ora alla stampa. È stato proprio il relatore più atteso del convegno di venerdì scorso sul tema dell'ambiente e del gasdotto Tap, Alberto Acosta, a interpellare il rettore del capoluogo salentino e quest’ultimo, nelle ultime ore, ha fornito la sua risposta: non ne era stato informato. I portavoce dell’associazione “Bianca Guidetti Serra”, promotrice del doppio appuntamento con l’economista ed ex ministro ecuadoriano Acosta, hanno infatti divulgato un comunicato per chiedere lumi sulla presenza dei poliziotti muniti di videocamere durante il seminario accademico nel quale si parlava del gasdotto.  Una richiesta di chiarimento che è nata sin dalle ore successive al convegno, il primo dei due previsti per la tappa italiana di Acosta, venerdì scorso in ateneo, anche su sollecitazione di un’associazione di studenti presenti quella mattina.

“Come Associazione Bianca Guidetti Serra riteniamo che il 22 novembre scorso, durante lo svolgimento del Convegno “E’ reato difendere la Natura? L’uso asimmetrico del Diritto Penale nei conflitti ambientali”, la presenza di agenti della digos in servizio all’interno della sede dell’incontro (l’aula Ferrari del UniSalento), e nell’atrio di accesso, sia un fatto molto grave. Riteniamo ulteriormente grave che uno dei suddetti agenti abbia potuto videoregistrare, all’interno dell’aula, gli studenti e i cittadini presenti e gli interventi dei relatori, con particolare attenzione a quello dell’avv. Elena Papadia, che verteva sul mancato rispetto delle linee guida dell’Osce a tutela dell’espressione del dissenso nel caso specifico degli attivisti salentini impegnati nella difesa della natura, contro gli espianti degli ulivi o contro il gasdotto Tap. Riteniamo che la presenza plateale degli agenti in tale contesto non possa aver avuto altro significato che quello di “suggerire” all’ambiente universitario che certi temi è meglio non trattarli , suggerire agli studenti che a certi convegni è meglio non andare, suggerire agli avvocati dei movimenti di astenersi da dichiarazione pubbliche, se non si vuole finire “attenzionati”. Come co-organizzatori del Convegno sentiamo la responsabilità di dover agire in tutela, a pari merito: dell’importante ospite straniero, il prof. Alberto Acosta Espinosa, che ha definito la presenza della polizia come “una intimidazione”. Di tutti i relatori intervenuti al convegno, e in particolare dei nostri associati, gli avvocati Elena Papadia e Francesco Calabro, legali di riferimento degli attivisti salentini, e la dott.ssa Xenia Chiaramonte, esperta in criminalizzazione dei movimenti. Degli studenti e cittadini che, su nostro invito, sono venuti ad assistere ed intervenire a quello che pensavano fosse una libero confronto universitario, privo di pressioni e tentativi di condizionamento esterno”.

I referenti dell’associazione con sede a Bologna hanno fatto sapere di avere intanto inoltrato una formale richiesta di chiarimenti all’ateneo salentino, chiedendo se la presenza del personale della Digos all’interno delle aule universitarie, la possibilità di richiedere documenti di identità e di videoregistrare i presenti a un convegno giuridico fosse stata comunicata all’ateneo e in qualche forma autorizzata. “La risposta inviata dal professor Fabio Pollice, rettore di Unisalento, fuga ogni dubbio: “No teníamos conocimiento de la atención de las autoridades de seguridad pública sobre el evento.” In italiano “Non eravamo a conoscenza dell'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza sull'evento.” Questa la risposta che il numero uno di Unisalento ha fornito all’ospite dell’America Latina nelle ultime ore.  “E’ evidente quindi che, da parte della questura di Lecce, è stato commesso un abuso nei confronti  di cittadini, avvocati e accademici. Ci auguriamo che quanto accaduto serva da monito affinché tali comportamenti che turbano la serenità del dibattito in un luogo deputato al libero confronto non abbiano più a ripetersi  in futuro”, concludono dall’associazione bolognese.

Intanto, dalla questura del capoluogo salentino dichiarano che la presenza degli agenti, nel giorno del convegno, era un "fatto ordinario, un servizio come ce ne sono tanti in occasione di convegni, eventi sportivi, attività di spettacolo. Un dispositivo per garantire il normale svolgimento in sicurezza di seminari in cui sono presenti autorità. La presenza degli agenti venerdì scorso non ha nulla a che vedere con la vicenda Tap", fanno sapere.

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