Sciopero dei docenti, gli studenti Udu si ribellano: "Troppi disagi per noi"

Sit-in a Porta Napoli per contestare le modalità della protesta: "Se saltano gli appelli estivi i ragazzi avranno difficoltà nel raggiungimento dei Cfu necessari per la borsa di studio"

Studenti Udu Lecce

LECCE - Il Movimento per la dignità della docenza universitaria incassa la solidarietà degli studenti, ma solo in parte. Comprensibili le ragioni dello sciopero, d’accordo, ma i ragazzi del sindacato Udu di Lecce rifiutano le modalità adottate che, a loro dire, danneggiano innanzitutto gli studenti.  

I docenti che aderiscono alla protesta, lo ricordiamo, non sosterranno esami per due mesi, da giugno a luglio: in bilico è quindi l’intera sessione estiva che gli universitari ritengono fondamentale per il raggiungimento dei crediti formativi universitari (Cfu). “Il primo anno servono 25 crediti, dal secondo anno accademico in poi ne servono ben 80 per poter presentare domanda di accesso alla borsa di studio – spiega uno studente del coordinamento Udu Lecce, Gioele Levantaci -: i borsisti saranno quindi i primi penalizzati da quest’ennesimo sciopero”.

I ragazzi di Udu hanno fatto sentire la loro voce questa mattina, organizzando un sit-in all’ingresso di Porta Napoli, nel capoluogo. Poche ore più tardi si sono trasferiti nelle aule del plesso Studium 2000 che dovrebbero ospitare le sessioni d’esame. Il condizionale è d’obbligo, però, perché anche questa mattina, come accaduto nei giorni precedenti, alcuni esami di profitto sono saltati. E senza alcun preavviso.

“Gli studenti continuano a presentarsi agli appelli per poi scoprire, all’ultimo momento, che il professore ha deciso di astenersi – denuncia Levantaci -. A volte succede che il professore dia delle indicazioni preventivamente, ma non è tenuto a farlo: gli studenti così non possono pianificare la propria sessione e programmare gli esami utili al raggiungimento dei Cfu”.

Anche i correttivi previsti per limitare i danni non convincono. È previsto un appello integrativo, infatti, per alcune categorie con esigenze particolari (studenti Erasmus e ragazze in maternità), e solo nel caso in cui la sessione d’esame già prevedeva un solo appello.

“Abbiamo già aperto un dialogo con i docenti nell’incontro del 22 marzo scorso, per comprendere le motivazioni e individuare una modalità alternativa che garantisse a tutti (docenti e studenti) i propri diritti – puntualizza il portavoce Udu, Lorenzo Merola -. Uno sciopero dei docenti convocato in piena sessione estiva dimostra, però, l’indisponibilità dei promotori a valutare le critiche già mosse”.

"Siamo scettici anche riguardo alle finalità dello sciopero – aggiunge lui -. Il punto numero 4, ad esempio, prevede che vengano stanziati 80 milioni di euro per incrementare il Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio. I fondi necessari a coprire il “buco” ammontano a 130 milioni di euro: quindi sono circa 50 milioni in più”.  

I ragazzi di Udu non molleranno la presa e promettono di proseguire con le azioni di protesta, fino alla fine di luglio. “Abbiamo scritto una lettera al rettore Vincenzo Zara in cui elenchiamo tutti questi rilievi – puntualizza Levantaci -: ci aspettiamo una risposta da Zara e dall’amministrazione universitaria.  E saremo al fianco degli studenti per limitare i disagi. Lo abbiamo già fatto realizzando una piccola guida che permetta loro di districarsi nel complesso regolamento che è indicato nelle comunicazioni del movimento”.

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Udu ritiene “fondamentale” mantenere il presidio e la guardia alta sui problemi dell’ateneo: “Ciò che sta accadendo negli ultimi mesi, altro non è che il frutto di politiche deleterie nei confronti di istruzione e ricerca – spiega Merola -. Il nostro presidio ha lo scopo di difendere sì i diritti degli studenti, ma allo stesso tempo far sentire la nostra voce alle autorità e istituzioni competenti al fine di garantire dignitosamente l'articolo 34 della nostra Costituzione, il diritto allo studio”.

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