Scuola

"Siamo stanchi di studiare al freddo": gli alunni del "Comi" protestano a Tricase

Termosifoni spenti nell'ennesimo istituto superiore: prima il gelo nella sede distaccata, poi in due piani di quella centrale. I ragazzi hanno scioperato per accelerare l'intervento della Provincia

In foto: la manifestazione degli alunni a Tricase

TRICASE- “Se la Provincia non si muove, ci muoviamo noi”: una minaccia bella e buona, quella dei ragazzi del Liceo Girolamo Comi di Tricase che questa mattina hanno protestato nelle due piazze principali della città.

La frase campeggiava su uno degli striscioni esposti nel corteo che si è snodato per le vie cittadine. Il motivo? Anche in questo caso, come da protocollo ormai durante questo rigido inverno, la sede dell’istituto superiore era gelida.

Il problema si è trascinato per giorni, tant’è che i ragazzi avevano deciso di non entrare in classe già il 15 gennaio. Lo sciopero è stato però rinviato perché, quella mattina, i docenti erano impegnati nell’accoglienza degli alunni di III media. E non sarebbe risultata opportuna l’assenza degli alunni durante quella visita.

Nel frattempo, però, le classi sono rimaste al gelo e i ragazzi, al culmine di numerose lamentele per l’impossibilità di seguire le lezioni in un clima confortevole, hanno deciso di passare alle maniere forti.

Il disagio dei termosifoni spenti ha riguardato entrambe le sedi dell’istituto. La prima struttura a rimanere al freddo è stata la sede distaccata, sempre a Tricase: “La succursale della scuola, fino a pochi giorni fa era ghiacciata al punto che in una classe, su 28 alunni, ben 19 si sono ammalati – racconta Alessio Lazzari, rappresentante d’istituto -. La temperatura interna alle classi, in seguito al brusco calo termico, era insostenibile al punto che ci siamo lamentati con i professori, chiedendo loro di contattare immediatamente la Provincia di Lecce”.

Il corpo docente si è attivato subito ed il 16 gennaio, dopo l’intervento dei tecnici sull’impianto di riscaldamento, la situazione è rientrata nella norma.

Senonché il giorno dopo il problema ha riguardato la sede centrale del Liceo. “Non abbiamo fatto in tempo ad aggiustare una cosa che immediatamente se n’è rotta un’altra – chiosa Lazzari -. Il 1° e 2° piano della sede centrale, già mercoledì 16 gennaio, risultavano gelidi diversamente dal piano terra che è servito da un’altra caldaia funzionante”.

L’impianto non mandava in circolo l’acqua per scaldare i termosifoni. Di nuovo. Gli alunni esasperati hanno protestato con i docenti che si sono dimostrati solerti e solidali con loro. “I collaboratori scolastici hanno chiamato subito i tecnici e ci è stato assicurato un intervento tempestivo. Solo che fino alle ore 18.00 di ieri a scuola non si è presentato proprio nessuno”, prosegue il rappresentante d’istituto.

L’ultima spiaggia, per i ragazzi al freddo, era lo sciopero. “Caso ha voluto che proprio questa mattina, mentre noi eravamo fuori a protestare, i termosifoni sono andati a regime – conclude lui-. Non è la prima volta che si verificano queste coincidenze, era già accaduto in una scuola di Alessano. Solo che noi siamo stanchi di dover passare ogni volta alle maniere forti per ottenere qualcosa”.

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