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Sanificazione in una scuola nel Salento.

Sanificazione in una scuola nel Salento.

Scuola e coronavirus, stop alla didattica ma il personale non si ferma

Gli istituti si stanno riorganizzando con riunioni ad hoc per le attività a distanza, fino alla metà del mese. Gli uffici amministrativi e le segreterie rimangono aperte. Cgil invita a evitare gli assembramenti

LECCE – Il governo ha imposto lo stop alle attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado, per le Università e gli Istituti di formazione superiore fino a metà marzo. Come noto. Poi si vedrà. Anzi circolano già voci, non confermate, di una possibile proroga.

Ma se le lezioni e gli esami si sono bloccati, in attesa di riorganizzare la didattica a distanza, le scuole non hanno chiuso i battenti. Gli istituti, in quanto enti pubblici, devono continuare a garantire i servizi essenziali. E poi ci sono le urgenze e le scadenze, come quella della formazione degli organici scolastici per il prossimo anno (a iscrizioni concluse a fine gennaio) che non possono essere rimandate.

Come si sta riorganizzando, quindi, il lavoro negli istituti alla luce delle limitazioni necessarie a contrastare l'allargamento a macchia d'olio del Coronavirus? Lo spiega Rosa Savoia della Flc Cgil di Lecce: “Le scuole non sono chiuse perché il personale ata, i collaboratori e i dirigenti sono in servizio. Anche i docenti devono recarsi negli istituti in occasioni di riunioni convocate per organizzare la didattica a distanza o in occasione dei consigli di classe”.

L'invito del sindacato, in un'ottica di prevenzione, è quello di ridurre al minimo queste occasioni di aggregazione: “I collegi devono essere convocati in locali molto ampi in ossequio alle norme di sicurezza per evitare il contagio. Diversamente le riunioni si posso svolgere on line”, osserva Savoia.

Certo, l'organizzazione delle lezioni in forma telematica non è una cosa che s'improvvisa dall'oggi al domani. Diversi enti di formazione, specializzati nel lavoro a distanza, si sono messi a disposizione. Ma non tutte le scuole sono dotate delle strumentazioni come computer, tablet e via dicendo, necessarie allo scopo. Ci vorrà tempo, probabilmente.

Intanto i collaboratori scolastici continuano a frequentare gli istituti, spiega la sindacalista, per gestire l'emergenza mediante pulizie accurate e attraverso operazioni di sanificazione degli ambienti. Alcune sedi, svuotate dagli alunni, sono chiuse e quindi il personale concentra il servizio dove serve, organizzandosi per turni.

Diverso è il discorso per il personale amministrativo che, in buona parte, è rimasto all'interno degli uffici e delle segreterie mentre l'accesso al pubblico è stato limitato e scaglionato, proprio per ridurre gli assembramenti.

Presso le università è già partito il telelavoro e anche a scuola il personale alle prese con esigenze particolari, di salute o di organizzazione famigliare, sta presentando richiesta per lavorare da casa.

“Ciò detto – ha concluso Savoia – bisognerà capire cosa succederà ai lavoratori delle mense scolastiche e che ripercussioni ci saranno per l'indotto. Stesso discorso vale per gli educatori e gli operatori socio-sanitari assunti dalle cooperative: immagino che ci saranno delle conseguenze sulle retribuzioni considerato che il servizio, gestito dai privati, è attualmente sospeso”.

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