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Tra emozione e paura del contagio: il ritorno in classe degli studenti salentini

In fila con la mascherina sul volto per ricominciare le lezioni: "Sarà un anno particolare". I ragazzi intervistati da Lecceprima hanno raccontato l'eccezionalità di un nuovo inizio

LECCE – La campanella è suonata (quasi) per tutti gli studenti salentini, questa mattina. Dopo mesi di stop, che sembravano interminabili, e profonde incertezze sul futuro della didattica, gli istituti della provincia di Lecce hanno riaperto i battenti, seppur con le dovute cautele.

Sarà un anno diverso: lo sostiene la buona parte dei ragazzi che Lecceprima ha intervistato davanti all’ingresso delle scuole riunite in piazza Palio a Lecce, l’istituto di istruzione secondaria superiore "Galilei-Costa" e l’istituto tecnico statale "Grazia Deledda".

L’emozione del primo giorno traspariva negli occhi e dalle voci incerte al microfono. E non è mancato il timore del famigerato contagio da Covid-19 che ha imposto limitazioni nella ruotine scolastica, e prudenza nella vita quotidiana.

L’ingresso a scuola è stato ordinato e scaglionato in fasce orarie, gli studenti richiamati uno alla volta da un appello fatto in cortile. Doverose le mascherine per tutti, negli spazi comuni ed esterni, e la lezione è iniziata con le finestre aperte.

Sarà un anno insolito, quindi, fatto di nuove abitudini con cui familiarizzare in fretta: al bagno uno per volta, sotto la sorveglianza dei collaboratori scolastici, e addio alle ricreazioni di massa nei corridoi. Si rimarrà al banco, consumando una merenda a distanza di sicurezza.

Eppure, nonostante tutto, è emersa nelle parole dei ragazzi la voglia di rivedersi, dopo mesi di distacco, e di condividere con i compagni un percorso di studi sinora svolto in solitudine.  

Video | Le interviste ai ragazzi delle scuole

Durante il lockdown c’è chi non è riuscito a prendere dimestichezza con gli strumenti informatici, chi si è distratto spesso durante le lezioni online, chi si è lasciato andare alla pigrizia e chi invece ha trovato numerosi vantaggi nella modalità della didattica a distanza, al punto di non voler fare più ritorno in classe.

Divisi, sul punto, anche i genitori: “Un disastro, mio costa-3-11figlio ora ha delle lacune da colmare”, ha spiegato qualcuno; “Noi siamo riusciti a studiare molto bene, senza alcun problema”, ha replicato qualcun altro.

L’auspicio generale, però, per ovvi motivi, è che il Paese non ripiombi nelle settimane più nere dell’emergenza sanitaria e che le scuole possano restare aperte, pur continuando magari con una modalità di didattica mista o alternata.

Resta poi da sciogliere il nodo dei trasporti: questa mattina molti genitori hanno accompagnato i figli con la propria auto. E in molti continueranno a farlo anche nei prossimi giorni, onde evitare che l’uso dei mezzi pubblici possa esporre i ragazzi, e le relative famiglie, a indesiderati contagi. 

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