Lunedì, 14 Giugno 2021
Scuola

Udu Lecce fa appello all’amministrazione regionale: si osservino prontamente i protocolli

Ancora problemi con la gestione del rischio di contagio da Covid-19 nelle residenza universitarie leccesi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Apprendiamo che la gestione di assegnatari potenzialmente positivi, viene nuovamente delegata all’autogestione. Il soggetto sintomatico, invitato ad effettuare immediato tampone per la verifica dello stato di salute, a suo completo carico, viene lasciato quindi libero di recarsi in autonomia presso un laboratorio privato nonché di recarsi presso il proprio paese di residenza. Immancabile si rivela, poi, il “caloroso invito” al rientro a casa avanzato dal responsabile dei servizi abitativi di Adisu Lecce. Ancora una volta ci troviamo costretti ad intervenire sulle modalità di gestione dell’emergenza da parte di Adisu Puglia. Non può continuare ad essere trattata come “emergenziale” una condizione che ormai è quasi all’ordine del giorno. L’atteggiamento delle istituzioni è sempre lo stesso: si tenta in tutti i modi di disattendere l’applicazione del protocollo per evitare di farsi carico della responsabilità della gestione; si cerca in tutti i modi di convincere, in maniera ufficiosa, gli studenti ad abbandonare la residenza universitaria, per poi giungere all’applicazione del protocollo, solo quando le circostanze non consentono di fare altrimenti. Già lo scorso Dicembre 2020, come sindacato studentesco UDU Lecce, ci siamo visti costretti a denunciare la mancanza di un’adeguata gestione della persona sintomatica, prevista dai protocolli allora vigenti, invitando ripetutamente, a mezzo stampa, il Consiglio di Amministrazione Adisu ad intervenire al fine di modificare i protocolli di gestione del rischio ed aggiornarli alla normativa vigente. Interventi modificativi che lo stesso Sindacato ha accolto con favore, nonostante la completa assenza di interlocuzione con l’amministrazione centrale di Adisu Puglia. Il nuovo protocollo, adottato con D.P. n. 4 del 22 Gennaio 2021, prevede nel Vademecum Operativo che, in caso di assegnatario di posto alloggio risultato positivo durante la permanenza in collegio, si predisponga l’isolamento domiciliare (periodo di quarantena) presso il collegio fino alla avvenuta negativizzazione certificata dall'Azienda Sanitaria territoriale competente, assicurando allo studente continua assistenza. E’ solo con l’adozione pedissequa del nuovo protocollo all’interno della residenza, infatti, che la situazione può dirsi migliorata; vengono regolarmente consegnati pasti, termometri, mascherine al soggetto sintomatico ed ai suoi contatti stretti. Il personale della residenza si è attivato prontamente al fine di fornire anche medicine e materiale necessario per la didattica e lo studio. Per fortuna non mancano anche vicinanza e solidarietà da parte dei restanti assegnatari di posto alloggio che in circostanze come questa risultano più uniti che mai. “Riteniamo che l’applicazione del nuovo protocollo sia la giusta garanzia per la salute degli studenti assegnatari di posto alloggio. E’ indispensabile, però che si intervenga tempestivamente”, dichiara il portavoce di UDU Lecce, Lorenzo D’Amico.

“Attendere che si manifestino i sintomi del contagio da Covid, prima di seguire le norme di prevenzione, non è accettabile. Nel ravvisare il tentativo di Adisu Puglia di sfuggire all’applicazione del protocollo, gli studenti assegnatari di posto alloggio non si sentono abbastanza tutelati dallo stesso Ente che dovrebbe garantire la loro sicurezza e la loro salute” conclude D’Amico.

“Apprendiamo nelle ultime ore, che il Consiglio di Amministrazione Adisu ha deliberato che gli studenti debbano effettuare un test rapido o un tampone naso- faringeo per attestare il proprio stato di salute, nelle 24 ore precedenti il ritorno presso il posto alloggio, qualora abbiano deciso di lasciare le residenze universitarie per fare rientro presso le proprie abitazioni. Le spese del test, peraltro, sarebbero coperte dall’Ente solo per il 50% dell’importo”.

Ci ritroviamo a subire l’ennesima misura assolutamente intempestiva ed immotivata, soprattutto in costanza di un protocollo che si rivela efficace. Riteniamo che l’adozione di tale misura- con un ritardo di più di sette giorni dall’istituzione della zona rossa sul territorio pugliese- sia indice del totale fallimento della Regione Puglia nella gestione del rischio di contagio da Covid 19 negli ambienti universitari, della ricerca e della residenzialità, ma soprattutto che Adisu Puglia stia ormai sfuggendo completamente alle occasioni di confronto e stia diventando un centro decisionale privo di alcuna contezza rispetto alle istanze studentesche” dichiara il Sindacato UDU Lecce.

“Abbiamo più volte sollecitato sia la dirigenza di Adisu Puglia, che l’assessore regionale per il diritto allo studio universitario, all’ascolto di tutte le componenti studentesche; abbiamo anche chiesto la convocazione di un tavolo di confronto, ormai da settimane, ma tutte le nostre richieste rimangono puntualmente inascoltate”, continua il Sindacato. In qualità di Sindacato, abbiamo elaborato una serie di richieste che potrebbero contribuire a migliorare la condizione degli studenti universitari che, evidentemente, Adisu non ha alcun interesse a conoscere.

Per tale motivo, ci vediamo costretti a rivolgere all’assessore regionale per il diritto allo studio, Sebastiano Leo ed al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano i nostri interrogativi. Ci lascia perplessi l’approssimazione con cui Adisu Puglia rispetta le regole di protocollo, delle quali essa stessa si è dotata e la relativa titubanza nella pronta gestione di un’emergenza, che interviene solo quando inevitabile. Si costringe la cittadinanza al rispetto di regole ferree ai fini della gestione di un rischio pandemico, ma è la pubblica amministrazione stessa che si sottrae alle regole poste in essere per la sicurezza degli assegnatari di posto alloggio.

Siamo stanchi di vedere il nostro comportamento propositivo rimbalzare davanti al muro del silenzio della pubblica amministrazione. Auspichiamo che Adisu ascolti le nostre istanze al fine di amplificare le richieste che pervengono da larga parte della componente studentesca e siamo certi che le istituzioni politiche, avendo a cuore i diritti degli studenti, interverranno presto al fine di chiarire ogni nostro dubbio.

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