"Vita di passione per i ricercatori": Zara chiede maggiori fondi per l'ateneo

Durante l'inaugurazione del 64esimo anno accademico, il rettore ha rilanciato l'appello per i finanziamenti. Cingolani, direttore IIT: "Serve un sistema di regole chiaro per tutti"

In foto: l'inagurazione del 64esimo anno accademico di UniSalento

LECCE - "Ricerca e futuro" è il tema scelto per l’inaugurazione del 64esimo anno accademico di UniSalento. La tradizionale cerimonia si è tenuta questa mattina presso il Centro congressi di Ecotekne, alla presenza di Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia.

L'illustre professore, a proposito della ricerca universitaria, ha parlato dell’esistenza di un consolidato sistema a doppio livello. Il 1° livello, quello della ricerca pubblica, paga lo scotto di scarsi investimenti pari a circa l’1,2 percento del Pil contro il 2 o 3 percento degli atenei stranieri. “La conseguenza è che abbiamo pochi ricercatori: ce ne sono 70 mila nel pubblico mentre i Paesi concorrenti ne arruolano dai 90 mila ai 140 mila. La battaglia è impari quindi e lo stesso dicasi per le infrastrutture che non sono competitive”, ha commentato il direttore.

Il secondo livello, per Cingolani, è quello delle regole: “Abbiamo meccanismi di reclutamento che sono fuori dalle logiche internazionali e quindi, se anche raddoppiassimo i fondi per la ricerca, l’aumento non sortirebbe tutti i benefici dovuti perché occorre aggiornare le regole. L’IIT conta mille e 700 ricercatori che provengono da 60 Paesi del mondo mentre il 42 percento dei posti è occupato da donne. Le università pubbliche sono certo che sarebbero pronte a diventare più competitive, alleggerendo quella burocrazia che ne rallenta i ritmi. È, quindi, anche un problema di regole: i giovani meritevoli vanno premiati, anche economicamente, mentre i processi di valutazione nel pubblico non sono mai stati sviluppati in maniera corretta”.

Cingolani ha spiegato anche gli effetti dell’automazione sul mercato del lavoro: “Le macchine autonome riducono la forza lavoro, soprattutto per i lavori di tipo routinario. Ma tutte le nuove tecnologie, nel corso della storia, hanno ucciso alcune forme di lavoro mentre ne creavano altre. Prima le trasformazioni erano di tipo intergenerazionale, quindi occupavano lunghi archi temporali ed il sistema sociale e politico avevano il tempo di metabolizzare l’innovazione per trarne dei benefici”

Ora, invece, il tempo del cambiamento tecnologico si è ridotto ad una sola generazione: “Il cambiamento è diventato intragenerazionale. La soluzione? Aggiornare la società alle nuove tecnologie. Non si può sottovalutare la trasformazione epocale che stiamo vivendo e occorre stringere un patto tra pubblico e privato per aggiornare e prolungare la formazione”.

L'intervento del rettore Vincenzo Zara

cerimonia 2-2Il rettore Zara ha definito la ricerca come la forza motrice di un futuro sostenibile. “La ricerca è l’anima che guida sia la didattica sia la terza missione dell’ateneo e spesso ciò che la sostiene è la passione degli studiosi. Non vorrei, però, che la passione per la ricerca finisca per tramutarsi “in una vita di passione” per i precari. Precarietà e passione non sono un binomio vincente e per questo lancio l’ennesimo appello ai decisori politici, affinché si torni a investire nelle Università in modo più giusto ed oculato”.

Nel bilancio in chiaroscuro del rettore emergono da un lato i successi dell’ateneo, rappresentati anche dall’attivazione dei nuovi corsi di studio, dall’altro le difficoltà economiche a causa dei tagli disposti dal governo centrale. “Eppure UniSalento è riuscita a mantenere il livello di contribuzione studentesca al 18 percento del Ffo, estendendo la no tax area fino a 16mila euro di Isee. Per questo meriterebbe interventi perequativi e non ulteriori penalizzazioni”, aggiunge Zara.

Durante la Cerimonia sono intervenuti sul tema anche Paola De Matteis, presidente della Consulta del personale tecnico amministrativo, Donato De Benedetto, direttore generale dell’ateneo, Irene Santoro, presidente del Consiglio degli studenti.

Irene Santoro, presidente del Consiglio degli studenti

Irene Santoro, dell’associazione Link Lecce, ha esortato la comunità accademica a collaborare per restituire dignità all’Università pubblica: “Da 20 anni assistiamo al suo quotidiano smantellamento – ha detto -: tagli ai fondi statali, innalzamento del livello della tassazione studentesca, blocco del turn over con la conseguente precarizzazione, competizione spietata tra i diversi atenei. Con la legge di Stabilità si è confermata la direzione di svilimento e precarizzazione, accentuando la differenza tra atenei di serie A e atenei di serie B”.  

L’esponente di Link ha quindi insistito sull’importanza della libertà della ricerca che dovrebbe essere “slegata da qualsiasi logica di profitto mentre l’attuale modalità di valutazione della Ricerca, a gestione Anvur, vincola la libertà di ricerca a rispettare parametri e requisiti”.

Quest’anno termina il mandato di Vincenzo Zara, e la presidente ha avanzato un appello: “Chiediamo al futuro rettore un impegno reale nell’invertire la rotta, impegnandosi responsabilmente a fare una programmazione che tenga conto delle reali esigenze dell’ateneo e del territorio, affinché l’offerta formativa non sia fatta di corsi spot ma di corsi di laurea realmente formativi per gli studenti”.

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A conclusione dell’intervento, Link ha eseguito un’azione di protesta esponendo uno striscione con su scritto “Nel nostro futuro solo briciole” e dei cartelli con analoghe frasi di dissenso.

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