Giovedì, 13 Maggio 2021
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"Gli accordi vanno rispettati": il richiamo di Filctem Cgil a Confindustria

Il sindacato chiede il rispetto del verbale sottoscritto per la vertenza Neo-B Lab. Ed esprime "dubbi" sulle modalità di riassunzione in azienda di 7 unità

LECCE - "Quando si sottoscrivono, gli accordi si devono anche rispettare. E chi si fa garante dell’intesa ha l’obbligo di vigilare": Filctem Cgil fa la voce grossa sulla vertenza Neo-B Lab.

Nei giorni scorsi il sindacato ha scritto a Confindustria Lecce per chiedere il rispetto del verbale sottoscritto il 25 maggio 2017 insieme a Femca-Cisl e la stessa associazione degli industriali salentini.

L’azienda di Corigliano d’Otranto all’epoca considerò necessaria la riduzione del personale con il licenziamento collettivo di 33 lavoratori su 49, con l’impegno di riallocare (entro due anni) le unità necessarie qualora le condizioni di mercato fossero migliorate.

"Da allora evidentemente il mercato sta tornando lentamente a sorridere al cappellificio, al punto che sono state riassunte 7 unità", chiosa il segretario Franco Giancane che ha già espresso dubbi per le modalità di riassunzione.

In particolare per "il mancato rispetto del contratto nazionale di lavoro o per il ricorso allo straordinario (invece della riassunzione di altri lavoratori) o ancora per l’azzeramento dei diritti e degli scatti maturati nel corso degli anni".

Nella lettera inviata all’azienda ed a Confindustria, la Filctem-Cgil Lecce denuncia "la violazione dei diritti in capo ai propri iscritti, come pure il comportamento della società, che avrebbe violato la normativa di legge in merito alla riassunzione degli ex dipendenti".

All’associazione datoriale, firmataria del verbale del 25 maggio scorso e finora silente, si chiede di vigilare per una "corretta ed equa applicazione dell’accordo e di convocare un incontro per discutere della situazione".

"Confindustria è stata informata dell’intera vicenda - dice Giancane -. Ci chiediamo cosa pensi, soprattutto in merito al dumping salariale che si traduce in concorrenza sleale nei confronti delle altre aziende associate".

Il riferimento, precisa il sindacato, va alle condizioni contrattuali proposte ai lavoratori riassunti: a parità di mansione, infatti, i nuovi contratti prevedono un inquadramento ad un livello inferiore (il primo) rispetto a quello maturato al momento del licenziamento (il terzo). Ciò si traduce in una perdita in busta paga di circa 400 euro lordi sullo stipendio.

"Percepisco un clima ostile nei confronti delle mie iscritte - conclude il sindacalista -, ree di appartenere ad un’organizzazione sindacale che reclama nulla di più del rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro e degli accordi sottoscritti in Confindustria Lecce. Chiediamo un incontro chiarificatore ad azienda  e Confindustria per discutere di alcuni fatti che potrebbero configurare la violazione dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori per comportamento antisindacale".

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