Bombe e 25 chili di droga: preso il 63enne che ferì il collaboratore di giustizia

Il blitz dei finanzieri nella mattinata di martedì, in una villetta di Lizzanello. All’interno, oltre agli ordigni, marijuana e cocaina

Il sequestro del materiale a Lizzanello.

LIZZANELLO - Due ordigni, 25 chilogrammi di marijuana e 5 grammi di cocaina: nuovi guai per il pregiudicato Ciro Vacca di Cavallino - nome noto alle cronache locali per aver ferito a colpi di pistola il collaboratore di giustizia Gioele Greco e per aver ferito anche il proprio figlio 18enne, oltre -  fermato dai finanzieri nelle ultime ore. Nella giornata di ieri, infatti, il 63enne originario di Taranto, da anni residente nel comune messapico, è finito in manette a seguito del blitz eseguito dai militari del Gruppo operativo antidroga del Nucleo di polizia economico finanziaria.

Tutto è cominciato nella tarda mattinata, quando gli uomini delle fiamme gialle hanno fatto irruzione in un’abitazione di Lizzanello:la tenevano sotto osservazione ormai da tempo. Il sospetto nutrito da alcune settimane era infatti che, all’interno, vi fosse del materiale esplosivo, oltre a un'ingente quantità di sostanza stupefacente. I finanzieri hanno bloccato il 63enne, noto anche per il suo coinvolgimento nearrestato-7ll'operazione "Eclissi" mentre, in sella a uno scooter, stava per raggiungere proprio quell’edificio. Ad attenderlo, con enorme sorpresa, vi erano i militari. E’ scattata la perquisizione nella villetta, circondata da un giardino.

In un ripostiglio, nascosti fra le cassette contenenti attrezzi agricoli, due bombe di evidente fattura artigianale munite di miccia e tre involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo marjuana, dal peso complessivo di  circa 25 chili. Il sopralluogo effettuato all’interno dell’abitazione anche grazie l’impiego di un cane antidroga, ha consentito di rinvenire, in un bicchiere di plastica, 5 grammi di cocaina, oltre a contanti pari ad euro 920 e due banconote, da euro 20, risultate contraffatte.

Il materiale esplosivo, per il quale verrà richiesta una  perizia tecnica per determinarne con certezza l’effettivo potenziale e la sostanza stupefacente, che avrebbe fruttato al dettaglio illeciti guadagni per oltre 250 mila euro, sono stati posti sotto sequestro dai militari delle fiamme gialle. Vacca, intanto, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Lecce, Carmen Ruggiero, è stato accompagnato nel carcere di Borgo San Nicola.

Sono in corso ulteriori indagini, coordinate dal colonnello Nicola De Santis, per verificare provenienza e destinazione di quell'enorme carico di sostanza stupefacente. Si cercherà, inoltre, di fare chiarezza sulla rete dei contatti del 63enne: nella gestione di affari illeciti, infatti, vi sarebbero anche dei complici. Ne sono convinti gli inquirenti, certi che Vacca non possa aver fatto tutto da solo.

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