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Mise a segno rapina armata nel market: incastrato un anno dopo dal Dna sulla sigaretta

Un 41enne di Veglie arrestato dagli agenti di polizia, dopo un’indagine partita nel gennaio del 2017. Provvidenziali i riscontri scientifici

LECCE – Incastrato, dopo un anno, dal Dna rilevato sul mozzicone di una sigaretta. Arrestato il rapinatore solitario che, il 21 gennaio dello scorso anno, mise a segno un colpo ai danni del supermercato “A&O” in via Giovanni  De Rosis, alla periferia di Lecce. Guanti, sciarpa e volto coperto, fece irruzione nei locali armato di una pistola per poi fuggire con l’incasso, per circa 800 euro. Gli agenti della questura leccese gli hanno stretto le manette ai polsi nelle ultime ore, con l’accusa di rapina aggravata. Si tratta di Maurizio Leone, un 41enne originario di Veglie. I poliziotti  della sezione antirapina della squadra mobile hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Lecce, Edoardo D’ambrosio su richiesta del pm, Paola Guglielmi.

Le serrate indagini negli istanti dopo la rapina hanno consentito agli investigatori di stringere il cerchio sull’arrestato, individuato sia grazie al certosino lavoro di visione delle numerose telecamere di videosorveglianza presenti in zona e sia grazie al riscontro scientifico ottenuto a seguito del sopralluogo effettuato dal personale della polizia scientifica su indicazioni del personale della squadra mobile. Nelle immediate vicinanze del supermercato, infatti, è stato rinvenuto un mozzicone di sigaretta lasciato cadere dal malvivente prima dell’assalto.Leone Maurizio cl-2

Gli uomini della scientifica hanno isolato un profilo genetico, la sua impronta biologica, rivelatasi poi assolutamente compatibile con quella di Leone. Inoltre, attraverso la ricostruzione del tragitto effettuato dal rapinatore durante la fuga, si è riusciti ad individuare l’autovettura a  bordo della quale aveva raggiunto il supermercato: una Renault Clio di colore bianco.  L’auto era stata parcheggiata in una strada vicina e da lì Leone avrebbe poi raggiunto a piedi il supermercato preso di  mira.

Video: Il rapinatore entra e punta la pistola

I successivi servizi di osservazione e pedinamento “elettronico” effettuati dal personale della squadra mobile hanno  permesso di accertare senza ombra di dubbio che la vettura era costantemente utilizzata dal 41enne. La puntuale ricostruzione del fatto, documentata, passo dopo passo, dai filmati analizzati e dai numerosi riscontri emersi durante il corso delle indagini,  primo fra tutti  quello di tipo scientifico, che ha evidenziato  l’assoluta compatibilità del profilo di Dna ottenuto sul mozzicone di sigaretta sequestrato con quello estrapolato dal tampone salivare, hanno consentito di costruire un quadro probatorio talmente stringente da indurre il magistrato  a richiedere ed ottenere l’ordinanza di custodia cautelare.

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