Lunedì, 27 Settembre 2021
settimana Castrignano del Capo

L’autopsia sulla giovane mamma: fatale una rara forma di embolia

L’esame autoptico sulla salma di Francesca ha evidenziato un riversamento di liquido amniotico nel sistema cardiocircolatorio, responsabile dei tre arresti

TREVISO - Una rara forma di embolia: sarebbe questa la principale causa della morte della giovane mamma salentina, Francesca Schirinzi, deceduta dopo aver messo al mondo il suo secondo figlio all’alba di mercoledì scorso, 13 marzo, nell’ospedale di Oderzo. L’accertamento medico, disposto dalla Procura della Repubblica di Treviso dopo quella tragica notte ed eseguito nelle scorse ore- così come si apprende da TrevisoToday- ha infatti evidenziato un riversamento del liquido amniotico nel sistema cardiocircolatorio, responsabile poi tre arresti subiti, in maniera ravvicinata, dalla 34enne originaria di Castrignano del Capo, da tempo residente in Veneto con la figlioletta e il marito, militare dell'Esercito.

Il medico legale che ha effettuato l’esame autoptico, inoltre, ha indicato la presenza di una notevole emorragia dal canale vaginale, altra possibile causa di una delle crisi cardiache subite dalla giovane salentina. Intanto già nei giorni scorsi, poco dopo la tragedia, la magistratura della città veneta ha iscritto cinque sanitari, tra medic e infermieri dell’ospedale di Oderzo, nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo.

Un atto dovuto per poter avviare un'attività investigativa e far luce sulla daramatica morte di una donna in buone condizioni di salute Le indagini mediche proseguiranno alla luce dei risultati che saranno ottenuti dall’analisi degli organi di Francesca: saranno poi valutati tenendo in considerazione anche i farmaci somministrati alla 34enne prima del parto naturale. I famigliari e il marito di Francesca attendono il nullaosta dall'autorità giudiziara per la restituzione della salma. I funerali saranno infatti celebrati nei prossimi giorni a Castrignano del Capo, dove l’intera comunità attende Francesca per l’ultimo saluto.

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